26 aprile 1943: il CNDDU ricorda la Strage delle Giostre

A 83 anni dalla Strage delle Giostre, il CNDDU invita le scuole a riflettere sul valore della pace e della memoria storica.

A cura di Redazione Redazione
26 aprile 2026 13:30
26 aprile 1943: il CNDDU ricorda la Strage delle Giostre - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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Il 26 aprile 1943 Grosseto fu colpita dalla terribile Strage delle Giostre. Questo evento drammatico, che causò la morte di molti civili e bambini, ci ricorda quanto sia fondamentale promuovere una cultura della pace attraverso l'educazione nelle scuole italiane.

26 aprile 1943, Strage delle Giostre a Grosseto: commemorazione delle vittime, 134 civili uccisi, decine di bambini tra le vittime. Urgente educare alla pace nelle scuole

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende richiamare, in occasione dell’anniversario del 26 aprile 1943, una riflessione che vada oltre la dimensione commemorativa, ponendo al centro il valore educativo della memoria e la sua funzione nel presente. In quella data, la città di Grosseto fu colpita da un bombardamento che causò la morte di 134 civili, molti dei quali bambini, segnando profondamente il tessuto umano e sociale della comunità.

Più che un episodio isolato, tale evento rappresenta una chiave di lettura per comprendere la natura dei conflitti armati: la sproporzione tra decisioni strategiche e conseguenze reali, che si abbattono su persone estranee a ogni logica militare. La cosiddetta “Strage delle Giostre” evidenzia con forza come i civili diventino, troppo spesso, vittime dirette di dinamiche che li escludono completamente.

Per il CNDDU, la memoria storica assume un significato pieno solo quando si traduce in responsabilità educativa. La scuola non è soltanto luogo di trasmissione di conoscenze, ma spazio in cui si costruiscono coscienza civile e senso critico. Inserire eventi come quello di Grosseto nei percorsi didattici significa offrire agli studenti strumenti per comprendere la complessità del passato e per sviluppare una sensibilità attenta ai diritti fondamentali.

Particolare attenzione deve essere riservata alle condizioni di maggiore vulnerabilità che emergono nei contesti di guerra: bambini, persone con disabilità, famiglie già fragili subiscono effetti amplificati, spesso invisibili nelle narrazioni ufficiali. È proprio a partire da queste marginalità che si misura il grado di civiltà di una società.

Il CNDDU ribadisce pertanto l’urgenza di promuovere un’educazione ai diritti umani che non sia astratta, ma radicata nella storia e orientata all’attualità. Ricordare significa assumere una posizione: riconoscere il valore della vita umana, rifiutare ogni forma di violenza e contribuire alla costruzione di una cultura della pace fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulla solidarietà.

A distanza di oltre ottant’anni, l’eco di quella tragedia continua a interpellarci. Non per restare ancorati al passato, ma per orientare le scelte del presente e del futuro.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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