Amianto a scuola a Novara: la denuncia del CNDDU sulla sicurezza
Il caso dell'amianto a scuola a Novara evidenzia gravi falle nella sicurezza e nella tutela dei diritti fondamentali di ogni studente.
La recente dispersione di amianto a scuola presso un liceo di Novara ha sollevato un'allerta nazionale sulla sicurezza degli edifici. Il CNDDU denuncia la grave lesione dei diritti fondamentali, sottolineando come l'inclusione non possa prescindere dalla tutela della salute.
Novara, amianto in un liceo: grave compromissione della sicurezza scolastica e criticità sistemica nella tutela dei diritti e dell’inclusione
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto in un liceo di Novara, dove la dispersione di polveri contenenti amianto durante lavori edilizi ha esposto studenti e personale scolastico a un rischio sanitario grave e inaccettabile.
Quanto avvenuto non può essere ridotto a un episodio contingente né interpretato come una semplice criticità tecnica. Al contrario, rivela una frattura profonda nel modo in cui vengono concepiti e attuati i diritti fondamentali all’interno degli spazi educativi. Particolarmente significativo è il contesto in cui si è verificata la vicenda: un intervento finalizzato all’ampliamento della tromba dell’ascensore, dunque a migliorare l’accessibilità dell’edificio scolastico. È proprio in questa circostanza che emerge una contraddizione che non può essere ignorata.
Non può esistere una reale cultura dell’inclusione se le opere destinate a garantire l’accesso alle persone con disabilità si trasformano, per carenze nella gestione della sicurezza, in fonti di pericolo per l’intera comunità scolastica. Quando la tutela della salute viene compromessa, l’inclusione perde la sua sostanza e si riduce a un obiettivo formale, privo di concretezza.
Le ricostruzioni disponibili parlano di un cantiere privo di misure di protezione, con polveri diffuse fino alle aule durante l’orario delle lezioni. Due studenti hanno manifestato difficoltà respiratorie tali da richiedere il ricovero ospedaliero. A ciò si aggiunge la conferma, da parte dei tecnici dell’Arpa Piemonte, della presenza di fibre di amianto nei campioni analizzati, in un edificio situato in un’area già classificata come ambientalmente critica.
In questo quadro, il diritto alla salute risulta compromesso nella sua dimensione più concreta, ma è il principio di uguaglianza sostanziale a subire una lesione ancora più profonda. Le persone con disabilità, per le quali interventi strutturali rappresentano una condizione imprescindibile per l’accesso all’istruzione, si trovano esposte a una doppia vulnerabilità: da un lato la necessità di interventi che garantiscano l’accessibilità, dall’altro il rischio che tali interventi, se mal gestiti, producano nuove forme di esposizione a pericoli evitabili. È una distorsione che mina alla radice la coerenza del sistema dei diritti.
La chiusura dell’istituto e l’avvio di un’indagine da parte della Procura costituiscono passaggi necessari, ma non sufficienti. Quanto accaduto impone una riflessione più ampia sulla qualità della prevenzione nei contesti scolastici e sulla responsabilità di chi è chiamato a garantire ambienti sicuri, soprattutto quando si interviene in edifici collocati in aree a rischio ambientale.
Per queste ragioni, il CNDDU richiama l’attenzione su un dato che va oltre il singolo episodio. Il caso di Novara non è un’eccezione, ma il sintomo di una fragilità diffusa che attraversa il patrimonio edilizio scolastico italiano, spesso caratterizzato da interventi tardivi e una logica dell’emergenza. In questo contesto, il rischio è che situazioni analoghe possano ripetersi, colpendo in modo particolare le comunità più vulnerabili.
È necessario, dunque, che quanto accaduto venga assunto come occasione per un cambio di paradigma: passare da una cultura della reazione a una prevenzione effettiva, capace di integrare sicurezza, inclusione e tutela ambientale in un unico quadro coerente. Solo così sarà possibile evitare che i diritti fondamentali continuino a essere esposti a compromessi e che la protezione non sia garantita in modo uniforme.
La vicenda di Novara ci ricorda che la qualità di un sistema educativo non si misura soltanto nella sua capacità di trasmettere conoscenze, ma anche nella sua responsabilità nel garantire ambienti sani, sicuri e realmente accessibili. Quando questa responsabilità viene meno, non si incrina solo la fiducia nelle istituzioni, ma si indebolisce l’intero patto sociale su cui si fonda il diritto all’istruzione.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU