ANDU e MUR: sintesi del secondo incontro sulla riforma 2026

Il confronto tra l'ANDU e il Ministero su governance, reclutamento e l'accesso ai corsi di medicina.

A cura di Redazione Redazione
25 febbraio 2026 16:30
ANDU e MUR: sintesi del secondo incontro sulla riforma 2026 - ANDU
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Il 19 febbraio 2026 l'ANDU ha incontrato i vertici del MUR per discutere il futuro del sistema universitario. In un clima di visioni divergenti, l'associazione ha ribadito la necessità di una riforma profonda che metta al centro l'autonomia reale e il superamento del precariato.

I contenuti del secondo incontro dell’ANDU con il Segretario Generale del MUR (governance Sistema nazionale, governance Atenei, concorsi e ruolo unico, precariato, numero chiuso, valore legale e differenziazione degli Atenei)

Il 19 febbraio 2026 una delegazione dell’ANDU, composta da Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale, ha incontrato il Segretario Generale del MUR, prof. Marco Mancini, e il Direttore Generale per la didattica e il personale, dott. Gianluca Cerracchio. Precedentemente, il 18 dicembre 2025, si era tenuto un primo incontro.

Marco Mancini, riferendosi al documento dell’ANDU Un progetto per rifondare l’Università tutta, ha preliminarmente voluto evidenziare che il Ministero, a cominciare da lui stesso, ha oggettivamente una idea e un modello di università diversi da quelli dell’ANDU e, conseguentemente, diverse sono in generale le soluzioni relative alle varie questioni.

Proseguendo, Marco Mancini ha chiarito che la Delega al Governo, di cui all’articolo 20 della Legge 10 novembre 2025, n. 167, sarà ‘applicata’ attraverso Decreti Legislativi riguardanti le varie materie previste, tra le quali: governance, stato giuridico ed economico, autonomia didattica, diritto allo studio. Si tratterà di provvedimenti volti al “riordino” e al “riassetto” delle disposizioni legislative di riferimento, con finalità di “razionalizzazione” della normativa vigente, che limiteranno gli interventi innovativi al mero coordinamento della disciplina esistente.

Si è passati quindi ad affrontare diversi punti.

Governance nazionale, riforma del CUN e Collegio di disciplina.

Marco Mancini, facendo riferimento all’attività del Gruppo di lavoro ministeriale per la revisione della Legge 240/2010 ex D.M. 1591/2024, ha riferito sull’orientamento di aumentare le competenze del CUN e di ridurre il numero dei suoi componenti, mantenendo le rappresentanze degli studenti e del personale PTA, e togliendo, viceversa, quelle che già posseggono organismi autonomi come la CRUI o il CODAU.

L’ANDU ha ribadito la necessità di sostituire l’attuale CUN con un Organismo, autonomo dal Governo, che abbia il compito di rappresentare e di coordinare il Sistema nazionale universitario, con possibilità di iniziative e proposte. In questa direzione, è indispensabile che la rappresentanza dei docenti venga espressa contemporaneamente attraverso sei grandi aree quantitativamente equivalenti e senza divisione per fasce, differentemente da quanto attualmente previsto (14 aree, elezioni a ‘rate’, divisione per fasce). Questo nuovo Organismo, alternativo alla CRUI, deve poter garantire una piena autonomia dell’Università statale da quei poteri forti trasversali, interni ed esterni, che da decenni la stanno disfacendo. (v. il documento Università. Autonomia o CRUI. Il CUN).

L’ANDU ha inoltre posto con forza la necessità di una modifica dell’attuale norma riguardante l’azione disciplinare per i docenti; norma che attribuisce di fatto ai Rettori un potere inaccettabile. Si è ribadito che bisogna reintrodurre un Collegio di disciplina nazionale che agisca senza differenziazione gerarchica tra le fasce. Marco Mancini ha detto che questa questione finora non è stata discussa nel Gruppo di lavoro ministeriale. Su questa materia l’ANDU ha fatto riferimento alle proposte avanzate unitariamente alcuni anni fa (v. seconda pagina di questo documento) e al documento Atenei caserme?

Governance degli Atenei

Marco Mancini ha riferito che nel Gruppo di lavoro ministeriale si sta discutendo sulla durata del mandato del Rettore, e si stanno vagliando varie ‘combinazioni’ (4+4, 5+5, 3+3+3), prevedendo però che l’eventuale riconferma avvenga attraverso normali elezioni. Sarà aumentato il ruolo dei Senati accademici.

L’ANDU ha ribadito che non è importante tanto la durata e il numero dei mandati dei Rettori, quanto invece è fondamentale cancellare la figura del rettore-padrone assoluto e questo si può ottenere solo attribuendo al Senato Accademico, composto dai rappresentanti di tutte le categorie, un pieno potere decisionale, escludendo da esso il Rettore.

Concorsi e ruolo unico

L’ANDU ha ripetuto che il male principale dell’Università italiana è la cooptazione personale, che rende subalterni al maestro-padrone i suoi allievi, dalla laurea al ruolo di ordinario. Questo sistema di potere è stato introdotto con la Legge Berlinguer, mantenuto con la Legge cosiddetta Gelmini - che ha aggiunto la foglia di fico della ASN (‘quantificazione’ della ricerca) - e sarà salvaguardato dalla Legge sui concorsi in via di approvazione.

L’unico modo per superare la cooptazione personale e la dipendenza personale è l’introduzione di concorsi nazionali, dai dottorati al ruolo degli ordinari, con commissari tutti sorteggiati, appartenenti ad atenei diversi da quello direttamente interessato.

L’ANDU ha poi ribadito la necessità di introdurre a un ruolo unico della docenza in tre livelli retributivi, con passaggio di livello a domanda e su valutazione nazionale. Marco Mancini invece ha confermato la validità della Legge che sarà approvata.

Precariato

L’ANDU è tornata a sottolineare l’esigenza di cancellare tutte le attuali figure precarie sostituendole con un’unica figura di vero pre-ruolo, di durata triennale e con numerosità commisurata alle effettive possibilità di assunzione in ruolo. Una figura che abbia mansioni, retribuzione e modalità di accesso definite per legge. L’ANDU ha poi ribadito l’esigenza di “azzerare” l’attuale precariato con un piano straordinario di almeno 45.000 posti di ruolo (RTT o terzo livello del ruolo unico della docenza), con un finanziamento interamente a carico dello Stato.

Numero chiuso

Marco Mancini e Gianluca Cerracchio hanno ribadito la validità del semestre-filtro per accedere a Medicina, una valida selezione che l’anno prossimo verrà esercitata con qualche correttivo, ad esempio coinvolgendo in primo luogo un Tavolo tecnico con gli studenti del CNSU e altre rappresentanze studentesche (appena nominato con Decreto del Segretario Generale n. 162 del 2026) in vista dei lavori del nuovo Gruppo di tecnici che, fra l’altro, sarà sicuramente integrato anche con docenti delle Scuole superiori.

L’ANDU invece ha ribadito la sua totale contrarietà a qualsiasi semestre filtro. Quanto accaduto in questo primo anno di attuazione ha confermato tutte le preoccupazioni espresse, oltre che dall’ANDU, dalle Organizzazioni degli studenti, da quelle dei medici e dalla stessa CRUI.

Il semestre filtro è stato ugualmente imposto, con gli esiti che erano stati previsti da tutti: ‘ingolfamento’ degli Atenei per la presenza di circa 60.000 studenti senza avere tempo e risorse per accoglierli, breve e scadente didattica, da 3 a 6 esami-test, aumento della preparazione privata (materie, test, corsi di recupero), feroce competizione, perdita di fatto di un anno per decine di migliaia di studenti ‘sovrabbondanti’ rispetto al numero dei posti disponibili. E nonostante tutto ciò si vuole ad ogni costo continuare a prevedere il semestre filtro anche per il prossimo anno.

Si ricorda che l’ANDU chiede da tanti anni un superamento graduale del numero chiuso, adeguando man mano strutture e organici, e nel frattempo adottando il sorteggio puro per la selezione, una modalità molto più pratica, economica e scevra da ricorsi di qualsiasi natura, rispetto all’attuale (e passata) lotteria dei test che si sono rivelati una “carneficina umana” (v. il documento Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie).

Valore legale del titolo di studio e differenziazione degli Atenei

L’ANDU ha espresso la forte preoccupazione per la nuova campagna per l’abolizione del valore legale del titolo di studio e per la differenziazione degli Atenei.

Marco Mancini si è detto personalmente contrario all’abolizione del valore legale (argomento che non è mai stato all’odg del Gruppo di Lavoro 240/2010), ma non contrario alla differenziazione degli Atenei.

L’ANDU ha invece affermato che le due questioni sono strettamente legate, come peraltro ritengono coloro che ripropongono queste ‘vecchie’ questioni (v. il documento Abolire il valore legale per abolire tutto).

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