Arretrati CCNL Istruzione e Ricerca su NoiPA, FLC CGIL: 'Importi inferiori alle attese'

L'accredito degli importi copre solo un terzo dell'inflazione reale: polemica sul taglio del potere d'acquisto per docenti e personale ATA.

15 gennaio 2026 08:30
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La piattaforma NoiPA ha reso visibili gli arretrati CCNL Istruzione relativi agli adeguamenti stipendiali per il 2024 e 2025. Le cifre nette accreditate, tuttavia, compensano solo parzialmente l'inflazione accumulata, confermando una significativa perdita del potere d'acquisto per il personale scolastico e della ricerca.

Accredito su NoiPA e verifica degli importi

Nelle ultime ore, il sistema informatico NoiPA ha aggiornato le schede stipendiali del personale afferente al comparto Istruzione e Ricerca, rendendo consultabili i dettagli relativi alle somme arretrate. Sebbene la comunicazione ministeriale presenti l'operazione come un traguardo raggiunto, l'analisi delle buste paga rivela una realtà contabile ben diversa dalle aspettative. Gli importi erogati, che riguardano gli adeguamenti retributivi per l'anno corrente e quello precedente, risultano drasticamente ridimensionati rispetto alla svalutazione monetaria subita dalle retribuzioni nel triennio di riferimento.

Arretrati CCNL Istruzione: l'impatto dell'inflazione

Il nodo centrale della questione risiede nella discrepanza tra il costo della vita e l'adeguamento salariale effettivo. Per quantificare l'erosione delle buste paga, è sufficiente analizzare il rapporto tra quanto percepito e quanto sarebbe stato necessario per pareggiare i conti con l'aumento dei prezzi. Secondo le stime sindacali, le somme attuali coprono a malapena un terzo del necessario:

  • Inflazione reale: nel triennio ha raggiunto livelli prossimi al 17%.

  • Copertura contrattuale: gli aumenti si fermano a circa il 6%.

Questo divario certifica che due terzi dell'adeguamento necessario a mantenere inalterato il tenore di vita dei lavoratori sono stati, di fatto, tagliati.

La posizione della FLC CGIL sul mancato accordo

La decisione della FLC CGIL di non apporre la propria firma sul rinnovo del CCNL 2022-2024 nasce proprio dalla volontà di non legittimare una svalutazione strutturale delle retribuzioni. Si tratta di un precedente storico nel panorama della contrattualistica pubblica: per la prima volta, un rinnovo non mira nemmeno a rincorrere l'inflazione certificata, ma sancisce formalmente una riduzione del valore reale degli stipendi. Il sindacato denuncia come la narrazione ufficiale tenti di mascherare quello che è, a tutti gli effetti, un risparmio di cassa effettuato sulle spalle dei dipendenti pubblici.

Il divario tra costo della vita e aumenti retributivi

L'erogazione attuale, definita tecnicamente come un'anticipazione, mette in luce una politica salariale che non risponde alle esigenze economiche del settore. Mentre la comunicazione istituzionale enfatizza l'arrivo dei fondi, la realtà dei numeri descrive uno scenario di impoverimento progressivo. Il calcolo per il singolo lavoratore è impietoso: per ottenere la cifra che avrebbe garantito il mantenimento del potere d'acquisto pre-crisi, l'importo visibile già da ieri su NoiPA dovrebbe essere moltiplicato per tre.

Le criticità principali emerse riguardano:

  • Il mancato recupero del fiscal drag (drenaggio fiscale).

  • L'assenza di risorse aggiuntive per valorizzare la professione docente.

  • Un adeguamento tabellare nettamente inferiore agli indici IPCA.

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