Assegno ordinario di invalidità: possibile ottenere l'integrazione al minimo

L'integrazione al minimo spetta ora anche per l'assegno ordinario di invalidità calcolato con il sistema contributivo, come stabilito dalla Consulta.

27 febbraio 2026 19:00
Assegno ordinario di invalidità: possibile ottenere l'integrazione al minimo -
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La recente decisione della Corte costituzionale ha rimosso una disparità significativa riguardante l'assegno ordinario di invalidità, confermando che l'integrazione al minimo deve essere garantita anche a chi rientra nel sistema contributivo. Questa evoluzione normativa assicura una protezione economica maggiore per i lavoratori con carriere discontinue o iscritti alla Gestione Separata, i cui trattamenti risultavano precedentemente penalizzati.

Le novità della corte costituzionale e dell'inps

Con la sentenza n. 94 del 2025, i giudici costituzionali hanno sancito il diritto all'adeguamento economico per le prestazioni di invalidità liquidate interamente con il metodo contributivo. L'INPS, recependo tale principio nella circolare n. 20 del 25 febbraio 2026, ha esteso ufficialmente l'integrazione al minimo a una platea più vasta di beneficiari. Il provvedimento include ora esplicitamente:

  • I lavoratori iscritti alla Gestione separata.

  • Coloro che hanno optato per il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo.

I requisiti per l'integrazione al minimo

L'erogazione dell'aumento avviene quando l'importo calcolato della prestazione è inferiore alla soglia minima stabilita annualmente dalla legge. Per beneficiare dell'adeguamento sull'assegno ordinario di invalidità, il richiedente deve rispettare precisi limiti reddituali. Qualora il reddito personale o coniugale superi tali soglie, il diritto al beneficio decade. La nuova disciplina ha validità retroattiva a partire dal 1° agosto 2025, a patto che i dati reddituali siano stati correttamente comunicati all'istituto.

La domanda di ricostituzione reddituale

Nel caso in cui l'ente previdenziale non disponga delle informazioni aggiornate sui redditi, il cittadino è tenuto a presentare una domanda di ricostituzione reddituale. Questa procedura è necessaria per consentire il ricalcolo dell'assegno e l'eventuale liquidazione degli arretrati. Le istanze già respinte in passato possono essere oggetto di riesame, purché non sia già intervenuta una sentenza passata in giudicato o la prescrizione del diritto.

Dall'assegno ordinario alla pensione di vecchiaia

Al raggiungimento dell'età pensionabile, l'assegno ordinario di invalidità viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia. È importante sottolineare che, sebbene la pensione di vecchiaia contributiva pura non preveda solitamente l'integrazione al minimo, la legge garantisce una clausola di salvaguardia: l'importo del nuovo trattamento pensionistico non potrà mai essere inferiore a quello dell'assegno percepito in precedenza.

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