Assegno unico febbraio 2026: arriva la conferma su date pagamento e nuovi importi rivalutati
L’INPS avvia gli accrediti con la rivalutazione dell’1,4%. Attenzione all’aggiornamento ISEE obbligatorio per evitare il taglio della prestazione.
L’INPS ha ufficializzato il calendario per l’Assegno unico febbraio 2026. Accrediti previsti il 19 e 20 del mese con cifre adeguate all’inflazione. Da marzo scattano le nuove regole legate all’ISEE aggiornato per mantenere il sussidio pieno e recuperare gli arretrati di gennaio.
Il calendario dei versamenti e il meccanismo di rivalutazione
Con la conferma delle date di valuta, fissate per le giornate del 19 e 20 febbraio, l'Istituto di Previdenza garantisce la continuità dell'erogazione per le famiglie italiane. La mensilità in arrivo porta con sé una novità sostanziale sotto il profilo economico: l'applicazione definitiva della rivalutazione dell'1,4%. Tale adeguamento, calcolato sulla base dell'indice dei prezzi al consumo rilevato dall'Istat per l'anno precedente, è stato formalizzato con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026.
Va precisato che, per ragioni tecniche di calcolo, l'aumento effettivo sulla rata di gennaio 2026 non è stato ancora erogato; le differenze spettanti, frutto del conguaglio, verranno corrisposte alle famiglie a partire dalla mensilità di marzo 2026. Chi ha presentato una domanda già validata non deve inoltrare nuove istanze: il sistema opera d'ufficio. Discorso diverso per le nuove domande inoltrate nel mese di gennaio: in questo caso, il primo accredito slitterà all'ultima settimana di febbraio, seguendo i flussi ordinari di lavorazione delle pratiche amministrative.
Assegno unico febbraio 2026: le nuove soglie e gli importi aggiornati
L'impatto dell'inflazione ha ridisegnato non solo l'entità del bonifico mensile, ma anche le fasce di accesso. Le soglie ISEE sono state ritoccate verso l'alto, ampliando la platea dei beneficiari aventi diritto all'importo massimo. Analizzando i dati, l'assegno base per ogni figlio minorenne sale a 204,40 euro per i nuclei con un ISEE pari o inferiore a 17.468,51 euro. Superata questa asticella, l'importo decresce progressivamente fino a stabilizzarsi sulla quota minima.
Per le famiglie con redditi più elevati, ovvero con un indicatore superiore a 46.582,71 euro, la somma spettante si attesta a circa 58,50 euro mensili per figlio. Rimangono invariate nella struttura, ma adeguate negli importi, le maggiorazioni previste per situazioni specifiche: nuclei numerosi con quattro o più figli (con un extra di 150 euro), presenza di figli con disabilità (senza limiti d'età) e famiglie in cui entrambi i genitori producono reddito da lavoro. Anche i figli nella fascia 18-21 anni continuano a percepire il sussidio, purché soddisfino i requisiti di studio, tirocini o ricerca attiva di occupazione.
Scadenza ISEE e gestione degli arretrati
Sebbene per i pagamenti di gennaio e febbraio l'ente previdenziale utilizzi ancora come riferimento l'indicatore della situazione economica valido al 31 dicembre 2025, lo scenario muterà radicalmente dal prossimo mese. A partire da marzo, il calcolo dell'Assegno unico si baserà esclusivamente sull'ISEE 2026. Le famiglie che non avranno provveduto a rinnovare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) vedranno l'importo crollare automaticamente alla quota minima di legge (58,30 euro).
Tuttavia, il legislatore ha previsto una finestra temporale di salvaguardia. Chi dovesse presentare l'aggiornamento ISEE in ritardo, ma entro il termine perentorio del 30 giugno 2026, avrà diritto al ricalcolo delle somme e alla ricezione di tutti gli arretrati maturati da marzo. Chi, invece, regolarizzerà la propria posizione dopo tale data, perderà definitivamente le quote arretrate, ottenendo l'importo corretto solo a decorrere dal mese successivo alla presentazione della domanda.