Bonus Nido: l'Inps tutela le famiglie di Torino annullando le richieste di rimborso
Dopo il caso dell'asilo non a norma a Torino, l'Istituto previdenziale conferma la tutela delle famiglie che hanno agito in buona fede.
La gestione del Bonus Nido ha recentemente sollevato accese polemiche a causa di una richiesta di restituzione dei fondi inviata dall'Inps ad alcune famiglie di Torino. La vicenda trae origine dalla chiusura improvvisa di una struttura privata che, nonostante anni di attività, è risultata priva dei necessari requisiti autorizzativi.
Il caso dell'asilo nido non autorizzato a Torino
La vicenda riguarda l'asilo nido privato "Nuovo Mondo", chiuso d'urgenza a novembre 2025 su ordinanza del Comune di Torino. Le verifiche hanno portato alla luce una situazione amministrativa critica: la struttura operava senza le autorizzazioni necessarie dal 2018.
Le conseguenze per le famiglie coinvolte sono state immediate:
Interruzione del servizio: decine di bambini sono rimasti senza una struttura scolastica a metà anno educativo.
Richieste di rimborso: l'istituto previdenziale ha inizialmente richiesto la restituzione delle somme erogate tramite il Bonus Nido, con cifre che in alcuni casi superavano i 10.000 euro.
Difficoltà di verifica: i genitori hanno sottolineato l'impossibilità di controllare preventivamente la regolarità della struttura, data l'assenza di un albo nazionale pubblico degli asili autorizzati.
Le scuse dell'istituto e la tutela del bonus nido
Oltre al danno economico, la vicenda ha assunto una rilevanza mediatica a causa di una risposta controversa fornita da un ufficio territoriale dell'ente. A una madre che chiedeva spiegazioni, era stato risposto con un tono ritenuto irrisorio, suggerendo che fosse onere del cittadino "non restare gabbato".
La decisione dell'inps sui rimborsi
In seguito alla segnalazione del caso, i vertici centrali dell'istituto hanno preso una posizione netta per risolvere il labirinto burocratico:
Annullamento dei recuperi: l'ente ha deciso di non procedere alla riscossione delle somme già erogate, riconoscendo la totale buona fede dei genitori.
Scuse ufficiali: l'istituto si è ufficialmente dissociato dai toni utilizzati nelle comunicazioni precedenti, definendoli non conformi agli standard di servizio.
Riconoscimento della complessità: è stata ammessa la difficoltà per il cittadino nel reperire informazioni certificate sulla regolarità degli asili, la cui vigilanza spetta primariamente ai Comuni e alle ASL.
Questa risoluzione stabilisce un precedente importante per la tutela dei beneficiari del Bonus Nido a fronte di inadempienze amministrative delle strutture private di cui non possono essere ritenuti responsabili.