Bonus Scuola 2026: possibile restituzione dopo le verifiche NoiPA sui requisiti
Un'analisi dettagliata sull'indennità per il personale scolastico: limiti di reddito, verifiche NoiPA e rischi del conguaglio fiscale di inizio anno.
Non è tutto oro quel che luccica nel cedolino di inizio anno. Mentre il personale scolastico attende gli adeguamenti contrattuali, l'attenzione di docenti e ATA deve focalizzarsi sul Bonus 100 euro e sul delicato meccanismo del conguaglio fiscale. In molti, infatti, potrebbero trovarsi di fronte all'amara sorpresa della restituzione delle somme percepite se i requisiti reddituali del 2025 non dovessero coincidere perfettamente con quanto dichiarato.
Il Bonus 100 euro e la trappola dei requisiti reddituali
Il cosiddetto "Bonus 100 euro", che include sia il Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi) sia l'una tantum nota come Bonus Natale (erogata con la tredicesima), rappresenta una boccata d'ossigeno per gli stipendi della scuola, ma nasconde insidie burocratiche non indifferenti. Per l'anno fiscale appena concluso, il discrimine fondamentale resta la soglia di reddito.
Specificamente, per l'indennità una tantum introdotta dal Decreto Omnibus, il tetto massimo è fissato a 28.000 euro di reddito complessivo. Qui scatta il primo cortocircuito: il calcolo non si basa solo sullo stipendio tabellare, ma include eventuali retribuzioni accessorie (FIS, ore eccedenti) e altri redditi imponibili. Un docente o un collaboratore scolastico che ha "sfiorato" questa soglia in fase di autodichiarazione, potrebbe averla superata a consuntivo, facendo scattare l'obbligo di restituzione.
È fondamentale ricordare che il beneficio spetta solo in presenza di "capienza fiscale" (l'imposta lorda deve superare le detrazioni da lavoro dipendente) e, nel caso del Bonus Natale, richiedeva requisiti familiari specifici (coniuge e figlio a carico, o nucleo monogenitoriale), criteri che hanno generato non poca confusione nelle segreterie.
Conguaglio fiscale 2026: il momento della verità su NoiPA
Gennaio e febbraio 2026 sono i mesi critici per il sistema NoiPA, che effettua il ricalcolo definitivo delle imposte dovute per l'anno precedente. È in questa fase che avviene il confronto tra quanto percepito "in acconto" (inclusi i bonus) e quanto effettivamente spettante.
Se dal conguaglio fiscale emerge che il reddito complessivo ha superato i limiti di legge, il sistema recupera automaticamente le somme erogate indebitamente. Questo prelievo forzoso può avvenire in un'unica soluzione o, nei casi di debiti più ingenti, rateizzato nei mesi successivi fino alla fine dell'anno. Per il personale precario (supplenti brevi o annuali), il rischio è ancora più tangibile: spesso il calcolo proiettato su base annua non corrisponde alla realtà lavorativa frammentata, portando a erogazioni di bonus che poi devono essere restituiti in sede di Dichiarazione dei Redditi (Modello 730 o Redditi PF).
Un consiglio pratico per chi opera nella scuola: controllate la voce "conguaglio" nel cedolino di febbraio. Se notate una decurtazione significativa, è molto probabile che sia legata al ricalcolo del trattamento integrativo o dell'indennità una tantum.
Come gestire la restituzione e le opzioni per il personale
Cosa succede a chi si vede sottrarre il bonus? La procedura è automatica per i dipendenti amministrati da NoiPA con contratto in essere. Tuttavia, esiste una casistica particolare per chi, pur avendone diritto, non ha ricevuto il Bonus 100 euro a dicembre per errori formali nella domanda o ritardi burocratici.
In questo scenario inverso, la partita non è chiusa. Il personale scolastico avente diritto potrà recuperare l'importo non percepito direttamente nella Dichiarazione dei Redditi 2025 (da presentare nel 2026). In questa sede, l'Agenzia delle Entrate riconoscerà il credito sotto forma di rimborso IRPEF. Al contrario, chi ha percepito il bonus senza averne i requisiti (ad esempio, per un errore nel calcolo del reddito familiare o per la mancanza del requisito del coniuge a carico) dovrà prepararsi a restituirlo.
La complessità della normativa fiscale scolastica richiede una vigilanza costante: non basta presentare domanda, bisogna verificare la propria Certificazione Unica (CU) non appena disponibile, per evitare che un aiuto economico si trasformi in un debito imprevisto verso l'Erario.
Domande Frequenti (FAQ)
1. Il limite di 28.000 euro si riferisce allo stipendio netto o lordo? Il limite si riferisce al reddito complessivo lordo ai fini IRPEF, non all'imponibile previdenziale né al netto in busta paga. Comprende anche redditi diversi da quello da lavoro dipendente (es. affitti).
2. Sono un supplente breve, quando riceverò il conguaglio? Per i supplenti brevi, il conguaglio potrebbe avvenire con il cedolino di emissione speciale o, più frequentemente, il calcolo definitivo viene rimandato alla presentazione del Modello 730/2026.
3. Posso rinunciare al Bonus 100 euro per evitare la restituzione? Sì, è possibile rinunciare preventivamente al Trattamento Integrativo tramite le funzioni self-service di NoiPA se si prevede di superare le soglie di reddito, recuperandolo poi in sede di dichiarazione dei redditi se effettivamente spettante.
4. Cosa succede se ho percepito il Bonus Natale ma il mio coniuge non era a carico? Se mancano i requisiti soggettivi (come il coniuge a carico), l'importo di 100 euro verrà recuperato da NoiPA durante il conguaglio di inizio 2026 o dovrà essere restituito volontariamente tramite la dichiarazione dei redditi.