Caldo estremo a Prato: nidi e scuole chiudono prima per volontà del Comune

Il caldo estremo di fine giugno spinge il Comune di Prato ad anticipare l'uscita: nidi e scuole dell'infanzia chiudono entro le 14.

29 giugno 2026 08:00
Caldo estremo a Prato: nidi e scuole chiudono prima per volontà del Comune -
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Il caldo estremo di fine giugno mette in difficoltà le attività scolastiche, soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane. A Prato il Comune ha scelto di anticipare la chiusura di nidi e scuole dell'infanzia comunali, con uscita tra le 13 e le 14, per proteggere la salute di bambini e personale educativo dalle temperature troppo alte registrate negli edifici.

Gli orari di uscita anticipata a Prato

Il provvedimento nasce dai monitoraggi condotti negli edifici scolastici, dove i valori termici hanno superato il massimo consigliato. Per tutelare il benessere dei più piccoli e degli educatori, l'amministrazione ha fissato orari ridotti:

  • per le scuole dell'infanzia comunali l'uscita anticipata vale dal 29 al 30 giugno, ultimo giorno di lezione, con i bambini fuori tra le 13 e le 14;

  • per i nidi d'infanzia comunali la misura resta in vigore dal 29 giugno al 3 luglio, sempre con uscita tra le 13 e le 14.

Perché il caldo estremo non è compatibile con la scuola

Le temperature di fine giugno rendono difficili le lezioni nelle ore centrali e pomeridiane. Con un ulteriore aumento dei valori previsto, restare in aula diventa un rischio per la salute di alunni e operatori. Il sindacato Anief condivide la scelta del Comune, ma sottolinea che servivano misure preventive ben prima dell'emergenza. La mancanza di climatizzazione adeguata trasforma molte aule in ambienti poco sicuri durante le ondate di calore più intense.

La posizione di Anief sul nodo dei condizionatori

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il problema è strutturale. Queste le sue parole: «Sono provvedimenti che ci trovano d'accordo, perché non si può arrivare a sentirsi male a scuola per il caldo e la mancanza di interventi preventivi adeguati e strutturali, come l'installazione dei condizionatori che invece latitano in oltre il 90% degli istituti: bisognava fronteggiare l'ondata di caldo prevedendo condizioni di maggiore sicurezza a bambini ed educatori, anche agendo sul calendario». Il nodo resta la quasi totale assenza di impianti di raffrescamento.

Le richieste del sindacato sul calendario scolastico

Anief rilancia una proposta nota: spostare l'avvio delle lezioni. Spiega Pacifico: «Noi, come sindacato autonomo e rappresentativo, da anni chiediamo ad esempio la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l'anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola e non si rende conto che gli istituti scolastici non sono luoghi di babysitteraggio. Per il futuro siamo pronti a diffidare le istituzioni che dovessero non prendere provvedimenti per tutelare la salute dei discenti, dei docenti e di tutto il personale della scuola». Il sindacato annuncia quindi possibili diffide verso chi non agirà.

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