Caro carburanti e docenti fuorisede: l'appello urgente del CNDDU al Ministro
Il CNDDU lancia l'allarme: rincari benzina e gasolio rendono insostenibile il lavoro dei docenti fuorisede. Appello al Ministro Valditara.
L'inarrestabile aumento del prezzo dei carburanti sta mettendo in ginocchio i docenti fuorisede, trasformando il diritto al lavoro in un insostenibile onere finanziario. Il CNDDU denuncia un collasso economico imminente e richiede misure straordinarie al Ministero dell'Istruzione.
Carburanti record: i docenti fuorisede sull’orlo del collasso economico. Appello urgente al Ministro Giuseppe Valditara
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani denuncia con forza l’impatto devastante dell’aumento dei prezzi dei carburanti — benzina a 1,777 euro al litro e gasolio oltre i 2,10 euro — su una delle categorie più esposte e meno tutelate del Paese: il personale scolastico fuorisede.
I dati diffusi dal Mimit e dalle associazioni dei consumatori parlano chiaro: fino a 1,3 miliardi di euro di spesa complessiva per i rifornimenti nel periodo pasquale e oltre 300 euro per singoli viaggi lungo la Penisola. Ma per migliaia di docenti questa non è una spesa straordinaria: è una condizione strutturale, quotidiana, inevitabile.
Per i docenti fuorisede, infatti, il caro carburanti rappresenta una vera e propria “tassa sul lavoro”. Spostamenti continui, doppia residenza, affitti e costi di trasporto stanno determinando una compressione drammatica del reddito disponibile. L’attuale escalation dei prezzi energetici sta trasformando una difficoltà cronica in una emergenza economica.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità: l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti non incide solo direttamente sui costi di mobilità, ma alimenta un innalzamento generalizzato del livello dei prezzi, con effetti a catena su beni di prima necessità, trasporti, servizi e filiere produttive. Il risultato è un aggravamento del caro vita che colpisce in modo trasversale tutte le famiglie, ma con effetti amplificati per i lavoratori a reddito fisso, come i docenti.
Le famiglie dei docenti fuorisede risultano quindi esposte a una doppia pressione economica: da un lato l’aumento diretto dei costi per spostarsi e lavorare, dall’altro la crescita del costo della vita complessivo. Una dinamica che sta progressivamente erodendo il potere d’acquisto e spingendo molti nuclei verso una condizione di fragilità economica, fino a sfiorare la soglia della povertà.
Particolarmente critica è la situazione dei docenti di ruolo fuorisede di lunga permanenza: lavoratori che, nel corso degli anni, hanno già sostenuto costi cumulativi enormi, bruciando una quota rilevante del proprio reddito per garantire la continuità lavorativa. Oggi, con l’effetto combinato di caro carburanti e inflazione indotta, si assiste a una erosione strutturale del salario reale che rende il sistema non più sostenibile.
Il CNDDU lancia un allarme chiaro: la situazione è gravissima e non più sostenibile per il personale della scuola fuorisede. Il rischio concreto è quello di trasformare il lavoro nella scuola pubblica in una condizione economicamente penalizzante, con ripercussioni sulla qualità della vita dei lavoratori e sulla tenuta complessiva del sistema educativo.
Si prende atto dell’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con la Guardia di Finanza, anche alla luce del decreto-legge 33/2026. Le verifiche lungo la filiera — con migliaia di impianti controllati e risultati significativi in termini di contrasto alle frodi — rappresentano un presidio importante.
Tuttavia, tali interventi non sono sufficienti ad affrontare l’impatto sociale ed economico della crisi.
Per questo motivo, il CNDDU rivolge un appello diretto e urgente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si faccia promotore di misure straordinarie a tutela del personale scolastico fuorisede: riconoscimento dei costi di mobilità, interventi compensativi sul reddito, strumenti di contrasto alla perdita di potere d’acquisto e politiche di riequilibrio territoriale.
Il diritto alla mobilità, strettamente connesso al diritto al lavoro, all’unità familiare e alla dignità personale, non può essere subordinato alle oscillazioni dei mercati energetici né tradursi in un fattore di impoverimento sistemico.
È necessario un cambio di prospettiva: la condizione dei docenti fuorisede deve essere riconosciuta come una questione strutturale del sistema scolastico e non come un problema individuale. Intervenire oggi significa evitare un progressivo indebolimento della funzione educativa pubblica e garantire condizioni di lavoro dignitose a chi assicura quotidianamente il diritto all’istruzione. Il CNNDU auspica un segnale concreto e tempestivo da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, affinché venga ristabilito un equilibrio economico minimo che consenta ai docenti fuorisede di svolgere il proprio ruolo senza essere esposti a un continuo rischio di impoverimento.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU