Carta del docente: il sindacato Anief chiede l'estensione al personale Ata

La posizione del sindacato contro il taglio dei fondi della Carta del docente e la proposta di includere i lavoratori amministrativi e tecnici.

17 maggio 2026 14:00
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Il dibattito sui fondi per l'aggiornamento scolastico introduce elementi di novità. Al centro dell'attenzione si colloca la Carta del docente, il bonus statale istituito per sostenere la competenza dei professori, oggi al centro di un progetto ministeriale che mira a trasformarlo in una “Carta dei servizi” estesa a tutto l'ambiente scolastico.

Nuove risorse per la tutela del personale scolastico

L'ipotesi del Ministero dell'Istruzione e del Merito prevede l'inclusione del personale Ata nel bonus. La federazione Anief accetta l'ampliamento ma stabilisce una precisa condizione sulle risorse economiche. Per mantenere l'efficacia della misura, si deve assolutamente evitare che l'allargamento provochi un taglio economico strutturale per i vecchi beneficiari, tutelando la formazione professionale.

Il nodo dei finanziamenti per la Carta del docente

L'estensione della misura a nuove categorie è sostenibile solo stanziando risorse aggiuntive. L'obiettivo sindacale è riportare il valore della Carta del docente a 500 euro complessivi. Quest'anno, l'inclusione del bonus precari con contratti annuali ha ridotto la quota sotto i 390 euro. Si richiedono modifiche nella manovra finanziaria per supportare l'aggiornamento dei docenti.

Rischi fiscali legati all'inserimento in busta paga

Il sindacato contrasta formalmente l'idea di erogare la somma all'interno della retribuzione mensile. Il presidente Marcello Pacifico conferma che questo metodo comporterebbe una forte svalutazione per via del prelievo fiscale. Nelle parole del leader, “Se la card finisse nello stipendio di fine mese, rispetto a quello originario, si dimezzerebbe”, evidenziando il rischio per il potere d'acquisto dei servizi culturali.

La mobilitazione e le sentenze costituzionali

Per sollecitare i rappresentanti politici verso un aumento dei fondi, è attiva una raccolta firme telematica vicina a 10 mila adesioni. La richiesta esprime una solida legittimazione normativa. Si richiama infatti la decisione della Corte costituzionale con la nota sentenza 121 del 2025, un atto che convalida l'estensione del beneficio economico per il personale non di ruolo.

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