Carta del docente precari: risarcimento di 2.500 euro a Castrovillari
Il Tribunale di Castrovillari riconosce il bonus formazione anche per le supplenze brevi, garantendo la parità di trattamento tra i docenti.
Il diritto alla carta del docente precari è stato riaffermato con forza dal Tribunale di Castrovillari, che ha disposto un risarcimento insegnanti di 2.500 euro a favore di un supplente. La sentenza stabilisce che l'aggiornamento professionale è un pilastro fondamentale per la qualità della didattica e deve essere garantito a tutto il personale, eliminando le discriminazioni tra docenti di ruolo e collaboratori a tempo determinato.
La decisione del Tribunale di Castrovillari
Il caso esaminato riguarda un insegnante che, supportato dal sindacato Anief, ha contestato il mancato riconoscimento del bonus formazione per cinque annualità consecutive, comprese tra il 2018 e il 2023. La magistratura del lavoro ha evidenziato come la normativa debba essere interpretata in chiave costituzionale, rispettando i principi europei che impongono l'equiparazione del diritto alla formazione in servizio per tutto il personale scolastico.
Estensione del beneficio alle supplenze brevi
Un aspetto cruciale di questa sentenza riguarda l'inclusione delle supplenze brevi. In passato, l'orientamento giurisprudenziale tendeva a limitare il beneficio ai contratti con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto. Tuttavia, richiamando la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (CGUE) del luglio 2025, il giudice ha chiarito che:
La formazione continua è un diritto-dovere non frazionabile.
Escludere i precari con incarichi temporanei viola l'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato.
Il risarcimento economico è dovuto indipendentemente dalla presentazione di una domanda amministrativa preventiva.
Il ruolo della Corte di cassazione e delle istituzioni europee
Il quadro normativo attuale si basa su una lettura consolidata che vede la carta del docente precari come uno strumento necessario per mantenere elevati gli standard di insegnamento. Le pronunce della Suprema Corte e della CGUE hanno creato un precedente vincolante, obbligando l'amministrazione scolastica a riconoscere l'importo nominale di 500 euro annui anche a chi ha svolto incarichi di breve durata, tutelando la professionalità di ogni educatore.