Carta docente e mobilità docenti: il piano di Castellana (Gilda) per il nuovo contratto
Carlo Castellana propone l'abolizione dei vincoli per la mobilità docenti e la deducibilità fiscale per le spese di formazione professionale.
Il dibattito sul rinnovo contrattuale mette in luce le criticità sulla mobilità docenti e la gestione delle risorse per il personale. Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, evidenzia la necessità di superare l'attuale carta docente in favore di un sistema di deducibilità fiscale più vantaggioso e trasparente per i lavoratori della scuola.
La riforma della carta docente verso la deducibilità
Il sistema attuale della carta del docente, introdotto nel 2016, è oggetto di forti critiche da parte della Gilda. Castellana, durante un'intervista su Orizzontescuola, definisce lo strumento come una "mancetta" che, negli anni, ha subito una riduzione significativa del valore economico, passando da 500 a 383 euro, pur a fronte di un aumento dei beneficiari.
Secondo il sindacato queste risorse avrebbero dovuto essere integrate direttamente nella busta paga dei docenti già dieci anni fa. L'attuale struttura sembrerebbe favorire maggiormente gli enti di formazione esterni piuttosto che il potere d'acquisto degli insegnanti. La proposta alternativa consiste nell'introdurre la deducibilità fiscale per tutte le spese sostenute per l'aggiornamento e l'acquisto di strumenti didattici, eliminando i costi di gestione della piattaforma ministeriale.
Mobilità docenti e abolizione dei vincoli
La posizione sulla mobilità docenti rimane uno dei punti di maggiore distanza tra il sindacato e le decisioni ministeriali. La Gilda ha scelto di non firmare l'accordo definitivo poiché ritiene indispensabile l'abolizione totale di ogni vincolo agli spostamenti.
Castellana sottolinea che:
I vincoli legislativi non garantiscono la reale continuità didattica.
Il personale scolastico è spesso costretto a lavorare lontano da casa con stipendi non adeguati al costo della vita.
La stabilità in una sede si ottiene attraverso incentivi economici e benessere lavorativo, non tramite obblighi normativi.
Incentivi alla permanenza anziché obblighi
Per garantire che un docente resti in una sede difficile o lontana, è necessario rendere quella posizione appetibile. Se un insegnante o un collaboratore scolastico gode di una retribuzione dignitosa e di un ambiente di lavoro sereno, non avrà interesse a chiedere il trasferimento. L'imposizione di blocchi alla mobilità docenti produce solo frustrazione e non risolve la frammentarietà dell'offerta formativa sul territorio nazionale.
Contrattazione separata per valorizzare la scuola
Un altro pilastro della battaglia di Gilda riguarda l'uscita dal "compartone" Istruzione e Ricerca per approdare a una contrattazione separata. Attualmente, settori molto diversi come scuola, università e ricerca sono accorpati, generando disparità retributive a parità di titoli di studio.
L'obiettivo è ottenere un contratto specifico che valorizzi le peculiarità e le alte professionalità del personale scolastico, evitando l'appiattimento stipendiale legato al resto del pubblico impiego.