CCNL scuola all'estero: cosa hanno chiesto le sigle nel tavolo tecnico ARAN del 6 luglio?
Al tavolo tecnico del 6 luglio i sindacati chiedono modifiche al CCNL scuola all'estero su ferie, mobilità e contrattazione decentrata.
Il CCNL scuola all'estero torna al centro del confronto sindacale. Lunedì 6 luglio, in sede ARAN, si è svolto un incontro tecnico sulla parte normativa del contratto che riguarda il personale in servizio fuori dai confini nazionali. La CISL Scuola e le altre sigle presenti hanno chiesto di dare priorità ad alcuni nodi concreti: la gestione delle ferie, la flessibilità organizzativa e il rafforzamento della contrattazione decentrata.
CCNL scuola all'estero: l'incontro tecnico all'ARAN
L'appuntamento del 6 luglio ha messo sul tavolo le proposte dell'Agenzia per la parte normativa del contratto. Di fronte a quelle ipotesi, le sigle hanno indicato le questioni da affrontare per prime. Il quadro di riferimento è cambiato con l'entrata in vigore del d.lgs 64/2017, che ha portato a disapplicare parte della disciplina contrattuale prima in vigore. Da qui la necessità di rimettere ordine su regole pensate per chi lavora nelle scuole italiane all'estero, dove tempi, distanze e organizzazione seguono logiche diverse rispetto all'Italia. Le priorità indicate sono tre:
la gestione delle ferie;
la maggiore flessibilità organizzativa;
il rafforzamento della contrattazione decentrata.
Ferie e sabato lavorativo: i nodi da sciogliere
La prima priorità riguarda le ferie. Per chi presta servizio fuori dall'Italia pesa in modo particolare la questione del sabato considerato come giorno lavorativo. Su questo punto i sindacati hanno avanzato proposte che non generano nuovi costi, ma che possono venire incontro alle esigenze reali dei lavoratori. Tra le ipotesi c'è la semplificazione di alcuni adempimenti: in casi specifici, come la firma per la cessazione dal servizio o la firma dei verbali, si potrebbe evitare la presenza fisica all'estero. Meno vincoli formali, quindi, senza ricadute sulla spesa pubblica.
Contrattazione decentrata e uso del fondo
Un altro tema centrale è il rafforzamento della contrattazione. La richiesta è dare più flessibilità nell'uso del fondo destinato alle scuole italiane all'estero. L'idea è affidare alla contrattazione decentrata, di istituto o di consolato, il compito di individuare le attività da retribuire, così da migliorare davvero l'offerta formativa. Questa impostazione avrebbe un vantaggio pratico: eviterebbe che le risorse restino inutilizzate e finiscano per essere restituite. Oggi, infatti, capita che il fondo venga speso solo in parte o non venga usato affatto, con una perdita netta per le scuole.
Mobilità estero su estero: la richiesta delle sigle
L'ultimo punto forte riguarda la mobilità del personale tra sedi estere, la cosiddetta «estero su estero». I sindacati chiedono che questa materia diventi oggetto di vera contrattazione, e non solo di confronto come proposto dall'Agenzia. Il riferimento normativo è il d.lgs 165/2001, che regola i rapporti di lavoro nel pubblico impiego. Portare la mobilità dentro la contrattazione significherebbe dare ai lavoratori e alle loro rappresentanze un ruolo più incisivo nelle decisioni sui trasferimenti da una sede all'altra.
Prossimi passi: gli approfondimenti con il MAECI
Al termine dell'incontro l'Agenzia ha annunciato che avvierà una serie di approfondimenti con il MAECI, il Ministero degli Affari Esteri. Gli esiti saranno presentati nella prossima riunione, già fissata per il 22 luglio. Come riferisce il sindacato, l'Agenzia riferirà proprio in quell'occasione sull'esito delle verifiche. Il calendario resta quindi fitto, con l'obiettivo di trasformare le richieste in modifiche concrete al testo contrattuale destinato al personale scolastico all'estero.
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