CCNL scuola e personale Ata: le nuove indennità e la sfida dei buoni pasto

L'ipotesi di accordo per il CCNL scuola garantisce aumenti stipendio e valorizza il personale Ata, puntando con decisione a colmare il gap storico relativo ai buoni pasto.

05 aprile 2026 12:00
CCNL scuola e personale Ata: le nuove indennità e la sfida dei buoni pasto -
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Il recente accordo economico per il CCNL scuola relativo al triennio 2025-2027 introduce significativi aumenti stipendio per oltre un milione di lavoratori del settore. Marcello Pacifico, presidente di Anief, ha sottolineato l'importanza di questi interventi che coinvolgono anche il personale Ata, evidenziando però la necessità di ulteriori risorse governative per equiparare il comparto agli altri settori della pubblica amministrazione.

Gli incrementi salariali nel CCNL scuola

La firma dell'ipotesi di accordo tra Aran e sindacati rappresenta un passaggio fondamentale per circa 1,2 milioni di dipendenti. L'analisi dei flussi retributivi evidenzia una crescita strutturale costante. Considerando la somma degli ultimi tre rinnovi contrattuali, si registra un incremento medio di 395 euro mensili per il comparto, che sale a 412 euro per i docenti, calcolati su 13 mensilità.

L'intesa attuale prevede una distribuzione degli aumenti in tre fasi distinte, a partire dal 1° gennaio 2025. Una volta a regime, dal 2027, l'aumento medio lordo sarà di 137 euro per tutto il personale, con una punta di 143 euro per la categoria dei docenti.

La valorizzazione dei Dsga e del personale Ata

Un punto centrale della nuova struttura contrattuale riguarda i Direttori dei servizi generali e amministrativi. L'indennità di direzione ha subito una progressione importante: dai 1.828 euro previsti nel periodo 2006-2018, si raggiungerà quota 3.239 euro nel 2027. Nonostante il quasi raddoppio della cifra, il sindacato rileva che i funzionari della scuola percepiscono ancora circa il 30% in meno rispetto ai colleghi di ministeri ed enti locali, a fronte di responsabilità contabili e amministrative analoghe.

Per quanto riguarda il resto del personale Ata, l'accordo introduce novità per la figura dell'operatore, che entrerà in servizio dal settembre 2027. La riforma punta a rendere economicamente vantaggiosa la progressione di carriera da collaboratore a operatore, garantendo un differenziale salariale più marcato rispetto al passato.

La questione irrisolta dei buoni pasto

Il tema dei buoni pasto rimane la sfida principale per le prossime negoziazioni. Attualmente, il comparto istruzione e ricerca è l'unico nella pubblica amministrazione a non beneficiare di questo diritto, in contrasto con la direttiva europea 88/2003.

  • Destinatari esclusi: 1,3 milioni di dipendenti su un totale di 3,3 milioni nel pubblico impiego.

  • Fabbisogno finanziario: Circa 1,5 miliardi di euro per una copertura totale.

  • Settore Ata: Per questa categoria, che matura il diritto dopo sei ore di servizio, servirebbero circa 300 milioni di euro.

La strategia sindacale prevede di richiedere lo stanziamento di risorse specifiche nella prossima legge di bilancio, non escludendo la via giudiziale qualora il diritto non venisse riconosciuto per via contrattuale.

Prospettive future tra welfare e risorse aggiuntive

L'evoluzione della carta docente rappresenta un altro pilastro della riforma. L'obiettivo è trasformarla in una carta welfare esentasse, ampliandone le possibilità di spesa. Parallelamente, resta prioritaria la richiesta di riportare l'importo a 500 euro, dopo la recente riduzione a 383 euro.

La visione espressa da Anief rifiuta la logica della contrapposizione tra i diversi profili professionali. La scuola dell'autonomia viene intesa come un sistema integrato dove la valorizzazione dei docenti deve procedere di pari passo con quella del personale amministrativo e tecnico.

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