Concorso Palazzo Chigi: 130 posti per esperti digitali, cosa c'è da sapere
Il concorso Palazzo Chigi offre 130 posti fissi al Dipartimento per la trasformazione digitale: domande su InPA entro il 27 giugno 2026.
Il concorso Palazzo Chigi mette in palio 130 posti a tempo indeterminato per specialisti del digitale. Le domande si chiudono il 27 giugno 2026, con un margine strettissimo dalla pubblicazione dell'avviso. Le figure scelte lavoreranno al Dipartimento per la trasformazione digitale, la struttura che gestisce i fondi Pnrr per innovare la Pubblica amministrazione.
Concorso Palazzo Chigi: come fare domanda su InPA
Il canale unico è il portale InPA, raggiungibile su www.inpa.gov.it con Spid, Cie, Cns o eIDAS. Il termine ultimo è fissato alle 23.50 del 27 giugno 2026 e occorre una Pec personale o un domicilio digitale equivalente. All'invio si versa un contributo di 10 euro tramite pagoPA sulla piattaforma. Attenzione: il curriculum non si allega in pdf, ma si compila nel modulo online, senza documenti separati. Ogni comunicazione, dal calendario delle prove alle convocazioni, passerà solo da InPA, almeno quindici giorni prima di ciascuna prova. Conviene quindi controllare spesso l'area riservata.
Quali profili cerca il Dipartimento
I posti, pubblicati su InPA il 12 giugno, si dividono in due profili. Ecco le differenze principali:
DTD1, Specialista di settore scientifico tecnologico, 80 posti per competenze tecniche come sistemi informativi, sviluppo software e intelligenza artificiale;
DTD2, Specialista di comunicazione, 50 posti per profili trasversali come digital marketing e gestione dei social media.
Occhio alla geografia: molte sedi potrebbero non essere a Roma e saranno comunicate solo dopo l'approvazione della graduatoria. Ogni candidato può partecipare a un solo profilo, quindi la scelta va ponderata fin dall'inizio.
Come funziona la selezione e le prove
La procedura si articola in tre fasi, per un massimo di 180 punti. La valutazione dei titoli pesa fino a 60 punti e filtra gli ammessi quando le domande superano di cinque volte i posti. Contano voto di laurea, master, dottorati, abilitazioni ed esperienze a Palazzo Chigi sul Pnrr. La prova scritta vale altri 60 punti, con soglia minima a 42/60: al computer, 60 quesiti a risposta multipla in 80 minuti, di cui 40 di materia, 12 situazionali e 8 di inglese livello B1. Chi la supera accede all'orale interdisciplinare, sempre fino a 60 punti, con verifica di competenze digitali, soft skills e inglese.
Requisiti, riserve e titoli richiesti
Oltre ai requisiti classici dei concorsi pubblici, dalla cittadinanza italiana o Ue alla fedina pulita, conta soprattutto la laurea, diversa per ogni profilo. Per il DTD1 servono titoli Stem: ingegneria, informatica, matematica, data science. Per il DTD2 la lista è più ampia, da giurisprudenza a comunicazione, da economia ad architettura. Vanno bene triennali e magistrali, purché già conseguite alla data della domanda. Una quota di posti è riservata: ai candidati con disabilità, ai volontari delle Forze armate, a chi ha svolto il servizio civile e a chi ha già lavorato sul Pnrr.
Stipendio e contratto dei vincitori
Chi supera la selezione viene assunto a tempo indeterminato e inquadrato nella categoria A, posizione economica F1, del contratto del comparto autonomo Pcm. È il livello d'ingresso più alto per il personale non dirigenziale della Pubblica amministrazione, pari al ruolo di funzionario specialista. Le tabelle del comparto non escono aggiornate come quelle delle Funzioni centrali, ma per la fascia A/F1 la retribuzione lorda annua si colloca, indicativamente, tra i 30mila e i 35mila euro. A questa cifra si aggiungono le voci accessorie, come produttività e indennità di sede.