Congedo parentale paritario: stop alla Camera alla proposta delle opposizioni
La Commissione Bilancio boccia il testo unitario delle opposizioni sulla condivisione obbligatoria della cura dei figli tra i genitori.
La proposta di legge sul congedo parentale paritario ha subito un arresto definitivo presso la Commissione Bilancio di Montecitorio. Nonostante il sostegno compatto delle forze di minoranza, il provvedimento volto a promuovere la parità di genere e a potenziare le politiche per la famiglia non ha superato l’esame tecnico della Ragioneria di Stato, che ha espresso parere negativo in merito alle coperture finanziarie.
Le ragioni tecniche del blocco istituzionale
L'iter legislativo si è interrotto bruscamente dopo la relazione della Ragioneria Generale dello Stato. La Commissione ha approvato un parere soppressivo, respingendo le richieste delle opposizioni di riaprire i termini per gli emendamenti o di sospendere la seduta per approfondire i rilievi tecnici.
La riforma mirava a introdurre un congedo obbligatorio di cinque mesi per ciascun genitore, non trasferibile e indennizzato al 100% della retribuzione. Attualmente, la mancata approvazione lascia il testo in una fase di stallo, nonostante il dibattito fosse già approdato in Aula lo scorso 20 febbraio.
Impatto sulle politiche per la famiglia e il lavoro
Le forze politiche di opposizione (Pd, M5s, Iv, Azione e Avs) hanno denunciato come la bocciatura del congedo parentale paritario rappresenti un ostacolo alla modernizzazione del welfare italiano. Secondo i promotori, questa misura avrebbe potuto incidere positivamente su diversi fronti critici:
Redistribuzione del carico di cura: ridurre il peso che grava sproporzionatamente sulle donne, favorendo una reale parità di genere.
Sostegno alla natalità: intervenire su un tasso di fecondità sceso a quota 1,18, offrendo tutele economiche certe ai neo-genitori.
Competitività lavorativa: eliminare il pregiudizio che vede il lavoro femminile come più oneroso per le imprese rispetto a quello maschile.
La critica politica alla gestione delle risorse
Le dichiarazioni dei leader delle minoranze evidenziano una profonda divergenza nelle priorità di spesa del Governo. Mentre l'esecutivo si è trincerato dietro l'assenza di fondi, le opposizioni hanno sottolineato come le risorse vengano regolarmente individuate per altri settori, come gli armamenti o le grandi opere infrastrutturali. La battaglia parlamentare sembra destinata a proseguire, con l'obiettivo di riportare il tema della condivisione genitoriale al centro dell'agenda politica nazionale, seguendo l'esempio di altri partner europei come la Spagna.