Contrasto al terrorismo online: fermato giovane grazie all'intervento della Digos
Le indagini della Digos dell’Aquila fermano un giovane che promuoveva il terrorismo online tramite tutorial per armi pericolose.
Un'operazione condotta dalla Digos dell’Aquila ha portato alla luce un grave caso di terrorismo online che coinvolge un giovane studente universitario. Il sospettato utilizzava i social media per diffondere istruzioni dettagliate sulla creazione di ordigni fatti in casa, attirando l'attenzione delle autorità per la pericolosità dei messaggi condivisi con migliaia di utenti.
Le accuse della Digos dell'Aquila
L'indagato, un venticinquenne iscritto all'università, deve rispondere di reati gravissimi, tra cui l'addestramento con finalità di terrorismo e l'apologia di reato aggravata. Secondo quanto emerso dalle attività investigative, il giovane non si limitava alla teoria, ma pubblicava video e schemi tecnici per la realizzazione domestica di esplosivi.
Le autorità hanno evidenziato come il ragazzo indicasse obiettivi specifici per potenziali attacchi, focalizzandosi in particolare su aziende private e data center. Il tono dei messaggi e la precisione delle informazioni fornite hanno spinto gli inquirenti ad agire con tempestività per neutralizzare la minaccia.
Il profilo social e il terrorismo online
Il cuore dell'attività illecita era un profilo Instagram che vantava oltre 200.000 follower. Questa vasta platea permetteva una diffusione capillare di contenuti estremisti e manuali tecnici. Nei post analizzati dagli esperti della Digos, sono emersi riferimenti ideologici espliciti a Theodore Kaczynski, noto alle cronache internazionali come "Unabomber".
La retorica utilizzata ricalcava temi di ribellione violenta, trasformando una piattaforma di intrattenimento in un pericoloso strumento di radicalizzazione e istruzione criminale.
Riscontri investigativi e materiali sequestrati
Le prove a carico dello studente sono considerate estremamente solide. Un elemento chiave è rappresentato da un filmato risalente allo scorso marzo, interamente dedicato alla fabbricazione di esplosivi utilizzando fertilizzanti chimici.
Durante la perquisizione domiciliare, le forze dell'ordine hanno rinvenuto componenti e materiali perfettamente coerenti con quanto descritto nei video tutorial. Questo ritrovamento ha confermato il passaggio dalla propaganda alla fase operativa, rendendo necessario il provvedimento di custodia cautelare.