Contratti scuola 2025/27: previsti aumenti degli stipendi pari al 6%
Il rinnovo contratto per il comparto istruzione prevede un incremento degli stipendi scuola pari al 6% medio per il triennio 2025-2027.
Il confronto tra sindacati e ARAN per il rinnovo contratto 2025/27 segna un passo decisivo verso il miglioramento degli stipendi scuola. L'obiettivo è finalizzare gli aumenti retributivi entro il periodo di vigenza contrattuale, garantendo risorse immediate al personale del settore istruzione e ricerca.
Risorse e tempistiche del rinnovo contratto
L'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) ha delineato il quadro finanziario per il prossimo triennio. La proposta sul tavolo prevede uno stanziamento di risorse volto a garantire un incremento del 6%, che corrisponde a un beneficio medio di 130,70 euro lordi mensili per tredici mensilità.
Questa accelerazione nelle trattative rappresenta una novità rilevante: per la prima volta dopo lungo tempo, si prospetta la chiusura di un accordo economico durante il triennio di riferimento, evitando i consueti ritardi pluriennali. La strategia condivisa mira a stabilizzare prima la componente economica per poi affrontare, in un secondo momento, gli aspetti normativi.
Dettagli sugli aumenti degli stipendi scuola
L'accordo prevede che oltre il 96% dei fondi disponibili sia concentrato sulla rivalutazione delle voci fisse dello stipendio tabellare. Questo approccio assicura che la maggior parte dell'incremento confluisca direttamente nella retribuzione base dei lavoratori.
Impatto economico per docenti e personale ATA
La distribuzione degli aumenti tocca diverse componenti accessorie del salario, seppur con importi contenuti rispetto alla quota principale:
Retribuzione professionale docenti (RPD): incremento di 5,85 euro mensili.
Compenso individuale accessorio (CIA) per il personale ATA: aumento di 4,52 euro mensili.
Indennità di direzione fissa: integrazione di 9,35 euro lordi.
Dalle stime attuali emerge inoltre la possibilità di maturare arretrati consistenti, che potrebbero raggiungere una media di circa 800 euro lordi pro capite entro la fine di giugno 2026.
Prospettive e richieste sindacali
La CISL Scuola ha accolto favorevolmente la scelta di privilegiare la parte fissa della retribuzione, sottolineando come la chiusura del precedente contratto abbia facilitato questo nuovo iter. Tuttavia, restano aperte alcune istanze riguardanti l'utilizzo dei fondi residui, circa 20 milioni di euro, che potrebbero servire a valorizzare ulteriormente profili specifici come i collaboratori scolastici, i Dsga e l'attività didattica d'aula dei docenti.