Contributo editoria alle scuole per abbonamenti: domande aperte fino al 16 marzo [Nota]
Il bando garantisce il recupero del 90% delle spese per quotidiani e riviste didattiche: ecco i requisiti e la procedura telematica SIDI.
Le istituzioni scolastiche hanno tempo fino al 16 marzo per richiedere il contributo editoria scuole, un sostegno fondamentale che copre fino al 90% dei costi per abbonamenti a quotidiani e periodici. Le istanze devono riferirsi alle spese sostenute e quietanzate entro la fine di febbraio 2026.
Dettagli del bando e requisiti per l'accesso ai fondi
Il panorama dell'istruzione italiana vede confermarsi un'importante misura di sostegno economico: il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha rinnovato l'iniziativa volta a incentivare la lettura critica e l'approfondimento scientifico nelle aule. Il bando, attivato lo scorso settembre, si rivolge alla totalità delle istituzioni scolastiche statali e paritarie presenti sul territorio nazionale. Il meccanismo prevede un rimborso, che può raggiungere la soglia massima del 90% della spesa, per l'acquisto di abbonamenti a prodotti editoriali. Tuttavia, non si tratta di un rimborso automatico: l'erogazione è subordinata alla disponibilità delle risorse del Fondo, con la clausola specifica che, in caso di richieste eccedenti il budget stanziato, si procederà a un riparto proporzionale tra gli aventi diritto.
Perché la domanda venga accolta, è imperativo che ogni acquisto sia stato preventivamente avallato da una delibera del Collegio dei docenti, che ne deve certificare la funzionalità rispetto ai programmi formativi. L'arco temporale di riferimento è rigoroso: sono ammissibili esclusivamente i costi sostenuti nel periodo che va dal 1° settembre 2025 al 28 febbraio 2026. Un dettaglio tecnico che le segreterie amministrative non devono trascurare riguarda la prova del pagamento: le fatture non solo devono essere state emesse in questo lasso di tempo, ma devono risultare effettivamente saldate (quietanzate) prima dell'invio dell'istanza.
Procedura telematica su piattaforma SIDI e scadenze
L'iter burocratico per l'accesso ai fondi è stato interamente digitalizzato per garantire tracciabilità e trasparenza. Le scuole interessate dovranno operare esclusivamente attraverso la piattaforma ministeriale SIDI (Sistema Informativo dell'Istruzione). La finestra temporale per la trasmissione delle richieste si chiuderà tassativamente alle ore 23:59 del 16 marzo 2026. Chi ha esperienza nella gestione amministrativa scolastica sa bene che i sistemi possono sovraccaricarsi in prossimità della scadenza; è dunque consigliabile non attendere l'ultimo giorno utile.
Il percorso digitale da seguire all'interno del portale richiede attenzione: accedendo all'area "Gestione Finanziario Contabile" e successivamente alla sezione "Monitoraggio e rendicontazione", si troverà la voce specifica "Contributo per l’editoria". La compilazione è riservata ai profili accreditati, ovvero al Dirigente Scolastico per le scuole statali e al Coordinatore o Referente legale per gli istituti paritari. Una guida operativa è disponibile direttamente nell'area di rilevazione per supportare gli utenti nella corretta immissione dei dati, minimizzando il rischio di errori formali che potrebbero compromettere l'assegnazione del contributo.
Tipologie di abbonamenti ammessi ed esclusioni
Non tutti i prodotti editoriali rientrano nel perimetro del contributo editoria scuole. La normativa è chiara nel favorire strumenti di attualità e approfondimento scientifico. Sono pienamente rimborsabili gli abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche o di settore. È importante sottolineare che il formato non costituisce una discriminante: sono ammesse sia le versioni cartacee che quelle digitali, purché le testate siano regolarmente iscritte al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o registrate presso la cancelleria del tribunale competente. È anche possibile sottoscrivere più abbonamenti alla medesima testata, se necessario per le esigenze didattiche di più classi.
Esistono tuttavia paletti precisi su ciò che non viene finanziato. L'esperienza insegna che spesso si genera confusione su categorie affini: ad esempio, l'acquisto di libri (cartacei o digitali) è escluso, così come non sono rimborsabili i servizi di prestito digitale o l'acquisto di software e hardware gestionale (come pc o tablet per la classe). Fondamentale, infine, è la destinazione d'uso: qualsiasi prodotto editoriale che non abbia una chiara finalità didattica, o che non sia stato esplicitamente deliberato dal corpo docente, verrà automaticamente scartato in fase di istruttoria.