Costi elevati per gli studenti pendolari: l'allarme del CNDDU

Il Coordinamento Nazionale Docenti segnala l'aggravio dei costi per gli studenti pendolari, chiedendo interventi di sostegno economico.

A cura di Redazione Redazione
05 maggio 2026 08:00
Costi elevati per gli studenti pendolari: l'allarme del CNDDU - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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In un’epoca di crisi, la questione dei trasporti per gli studenti pendolari assume un rilievo sociale unico. La mobilità non è un lusso, bensì una componente fondamentale per l'istruzione. Senza un intervento mirato, il rischio è che la distanza diventi una barriera insormontabile.

Bene Vagienna (CN): Caro trasporti per studenti pendolari: allarme sul costo della mobilità scolastica e proposta di sostegno nazionale equo

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene non più rinviabile un intervento deciso sul tema del costo dei trasporti scolastici, alla luce delle numerose segnalazioni provenienti dai territori e, da ultimo, della lucida testimonianza di uno studente di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo. La sua voce non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un quadro ben più ampio e strutturale che interessa l’intero territorio nazionale, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli comuni.

In un contesto segnato da un aumento diffuso e persistente del costo della vita, il peso economico dei trasporti per gli studenti pendolari sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti. Non si tratta soltanto di un disagio contingente, ma di una criticità che riflette un problema sistemico: l’accesso all’istruzione, pur formalmente garantito, risulta nei fatti condizionato da fattori economici e geografici che incidono in modo diseguale sulle famiglie. Il costo degli abbonamenti, anche per tratte brevi, si configura sempre più come una barriera indiretta che rischia di trasformare il diritto allo studio in un’opportunità selettiva.

La situazione descritta nel territorio cuneese è emblematica di una dinamica diffusa in molte aree del Paese, dove l’assenza di istituti scolastici superiori costringe gli studenti a spostamenti quotidiani e onerosi. In tali contesti, vivere lontano dai grandi centri urbani si traduce in uno svantaggio economico evidente, che appare ancor più grave se letto alla luce dei principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e di pari accesso all’istruzione. Il fenomeno, tuttavia, non è circoscritto, ma riguarda in misura crescente l’intero Paese, coinvolgendo famiglie già esposte agli effetti dell’inflazione e alla contrazione del potere d’acquisto.

Preoccupa, inoltre, il progressivo scollamento tra le dichiarazioni di principio in materia di sostegno alle famiglie e le politiche effettivamente adottate. In un momento storico in cui si invoca con forza la necessità di investire sulle nuove generazioni, non si può ignorare come spese essenziali quali il trasporto scolastico continuino a gravare in modo sproporzionato su chi ha minori risorse. Il rischio è quello di una normalizzazione della disuguaglianza, che finisce per incidere non solo sui percorsi educativi individuali, ma sulla tenuta complessiva del tessuto sociale.

Il CNDDU sottolinea come il diritto allo studio non possa essere interpretato in senso riduttivo, limitandosi alla sola offerta formativa, ma debba includere tutte le condizioni materiali che ne rendono possibile l’esercizio. Tra queste, la mobilità rappresenta un elemento imprescindibile. Trascurarla significa, di fatto, compromettere l’effettività di un diritto fondamentale.

In questa prospettiva, il CNDDU propone l’introduzione di un sistema nazionale di sostegno ai trasporti scolastici che preveda una compartecipazione pubblica stabile e strutturata, calibrata sulla condizione economica delle famiglie e sulla distanza dai poli scolastici. Una misura di questo tipo, fondata su criteri di equità come l’ISEE e integrata da accordi tra enti locali e gestori del trasporto pubblico, consentirebbe di superare le attuali disparità territoriali e di garantire una reale accessibilità al servizio. Parallelamente, appare necessario incentivare forme di mobilità sostenibile e integrata, anche attraverso investimenti mirati nelle aree interne, affinché il diritto allo studio non resti vincolato alla disponibilità economica individuale.

Alla luce di queste considerazioni, appare urgente un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Non si tratta di rispondere a un’esigenza locale o circoscritta, ma di affrontare una questione di portata nazionale che richiede politiche strutturali, capaci di garantire equità territoriale e sostenibilità economica. Dare ascolto alle istanze che provengono dal mondo studentesco non è soltanto un gesto di attenzione, ma un passaggio necessario per ristabilire un principio di giustizia che oggi appare compromesso.

Il diritto allo studio non può essere subordinato al luogo di residenza né alle fluttuazioni del costo della vita: garantirlo pienamente è una responsabilità collettiva che non ammette ulteriori rinvii.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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