Crisi carburante: voli limitati in quattro scali italiani

Nuove restrizioni per la crisi carburante colpiscono gli aeroporti di Linate, Venezia, Treviso e Bologna a causa delle tensioni in Iran.

05 aprile 2026 16:00
Crisi carburante: voli limitati in quattro scali italiani -
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L'attuale crisi carburante sta generando le prime ripercussioni concrete sul trasporto aereo nazionale. A causa delle instabilità geopolitiche in Medio Oriente, quattro importanti scali del Nord Italia hanno introdotto limiti stringenti al rifornimento dei velivoli, segnalando una situazione di allerta per il settore.

Restrizioni operative negli aeroporti italiani coinvolti

Air Bp Italia ha emesso un bollettino aeronautico (Notam) valido fino al 9 aprile, imponendo una gestione controllata delle scorte di jet fuel. La priorità per il rifornimento è riservata esclusivamente ai voli ambulanza, ai voli di Stato e alle tratte con durata superiore alle tre ore. Per le restanti operazioni, la distribuzione è soggetta a tetti quantitativi specifici:

  • Bologna e Venezia: limite fissato a 2.000 litri.

  • Treviso: limite fissato a 2.500 litri.

  • Milano Linate: limitazioni attive, sebbene senza un massimale quantitativo dichiarato.

La criticità maggiore si riscontra a Venezia, dove ai piloti è stato esplicitamente raccomandato di effettuare il rifornimento preventivo prima dell'arrivo nello scalo.

Le cause della crisi nello stretto di Hormuz

Sebbene le comunicazioni ufficiali non citino direttamente il conflitto in Medio Oriente, il blocco dello stretto di Hormuz rappresenta il fattore scatenante. Questo passaggio fondamentale per il commercio petrolifero mondiale è attualmente compromesso dalle tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti.

Secondo i dati IATA, l'Europa dipende per circa il 25-30% dalle forniture di carburante provenienti dal Golfo Persico, rendendo il continente particolarmente vulnerabile alle interruzioni logistiche in quest'area geografica.

Prospettive per il futuro e costi dei biglietti

Le grandi compagnie aeree, tra cui Ryanair e Lufthansa, hanno espresso preoccupazione per i mesi a venire. Se le interruzioni dovessero persistere oltre il mese di aprile, si stima che fino al 25% delle forniture globali potrebbe essere a rischio tra maggio e giugno.

Questa instabilità avrà un impatto diretto sui consumatori: è previsto un incremento delle tariffe aeree per la stagione estiva, poiché i vettori dovranno trasferire sui passeggeri i maggiori costi operativi e di approvvigionamento derivanti dalla scarsità di carburante.

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