DDL Bucalo: il punto sulla riforma del reclutamento e lo stallo dei precari (di Domenico Impernato)

Lo stop all'esame del DDL Bucalo in Parlamento allontana la stabilizzazione per oltre 250mila docenti precari in attesa del ruolo.

A cura di Redazione Redazione
07 luglio 2026 15:05
DDL Bucalo: il punto sulla riforma del reclutamento e lo stallo dei precari (di Domenico Impernato) - Doppio canale di reclutamento
Doppio canale di reclutamento
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Il dibattito sulla riforma scolastica si accende attorno al DDL Bucalo, il provvedimento che prometteva di ridefinire il reclutamento docenti. Attualmente bloccato nelle commissioni parlamentari, il testo frena le aspettative di migliaia di lavoratori precari. Il contributo inviatoci da Domenico Impernato, un precario storico, che di seguito pubblichiamo.

Scuola, l’eterno rinvio: il DDL Bucalo resta al palo in Parlamento e gela la speranza di 250mila precari

Mentre i corridoi della politica si concentrano sulle grandi riforme di sistema e sulle scadenze dei decreti d’urgenza, c’è un disegno di legge che si sta trasformando nel simbolo dell’ennesima promessa mancata per il mondo della scuola.

È il DDL Bucalo-Iannone (atto Senato n. 545), il provvedimento nato per scardinare la gabbia del precariato storico e introdurre il tanto atteso "doppio canale" di reclutamento.

Nonostante i proclami e la ripresa dell'esame in commissione, il testo risulta sostanzialmente fermo. E dietro questo stallo burocratico non ci sono solo commi o emendamenti, ma la frustrazione profonda di oltre 250.000 docenti precari italiani, che vedono sfumare, ancora una volta, la prospettiva della stabilizzazione.

Che cos’è il DDL Bucalo e perché è così importante?

Il disegno di legge, che vede come prima firmataria la senatrice Ella Bucalo (responsabile scuola di Fratelli d'Italia), punta a una riforma strutturale del reclutamento dei docenti per superare le rigidità imposte dai vincoli del PNRR. I pilastri del testo sono tre:

  • Doppio canale di reclutamento: L'assunzione diretta in ruolo attingendo non solo dai concorsi ordinari, ma anche dalle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) di I e II fascia per i posti comuni e di sostegno, valorizzando l'abilitazione e gli anni di servizio.

  • Tutela degli idonei: L'integrazione e lo scorrimento totale delle graduatorie di merito dei concorsi ordinari, per garantire il ruolo a chi ha superato le prove ma è rimasto escluso dai posti inizialmente banditi.

  • Corsi abilitanti e sostegno: Risposte rapide per i docenti senza specializzazione sul sostegno e l'attivazione di percorsi per il conseguimento dell'abilitazione.

Un piano organico che, sulla carta, avrebbe dovuto svuotare le graduatorie dei supplenti storici e garantire finalmente quella continuità didattica di cui gli studenti hanno disperatamente bisogno.

La doccia fredda del Parlamento: i motivi dello stallo

La realtà dell'iter parlamentare ha però tradito le aspettative. Con le scadenze europee e l'introduzione di decreti ad hoc per l'avvio degli anni scolastici, la discussione del DDL in Commissione Cultura e Bilancio ha subìto continui rinvii e frenate.

Lo scoglio principale rimane di natura economica e politica: il dialogo stringente con i vincoli della Commissione Europea sul reclutamento e la cronica mancanza di coperture finanziarie strutturali per un piano di immissioni in ruolo così massiccio.

Il risultato? Il provvedimento è scivolato in fondo alle priorità dell'agenda parlamentare, lasciando spazio a interventi temporanei e a un utilizzo massiccio dell'algoritmo per le nomine annuali, che continua a mostrare forti criticità e a penalizzare il merito e l'anzianità di servizio.

La rabbia dei 250mila: "Siamo i pilastri della scuola, trattati come fantasmi"

La delusione della categoria è palpabile e sta infiammando il dibattito sindacale e le piazze virtuali dei docenti. Parliamo di un esercito di oltre un quarto di milione di lavoratori — spesso con 5, 10 o 15 anni di servizio alle spalle — che ogni settembre si trova a cambiare istituto, città e colleghi, senza alcuna certezza sul proprio futuro previdenziale e personale.

Le associazioni di categoria e i sindacati, in prima linea Anief, che ha fortemente caldeggiato la proposta del doppio canale, denunciano una vera e propria "dimenticanza di Stato". I docenti si sentono presi in giro dalle promesse elettorali di stabilizzazione straordinaria, poi puntualmente sacrificate sull'altare dei vincoli di bilancio.

La richiesta che si leva a gran voce dai territori è ormai netta: i docenti non vogliono più aspettare i tempi biblici di un disegno di legge ordinario che rischia di perdersi nei passaggi tra Camera e Senato. Chiedono a gran voce che i contenuti del DDL Bucalo vengano recepiti immediatamente in un Decreto Legge urgente, l'unico strumento in grado di dare risposte immediate prima dell'inizio del prossimo anno scolastico. Senza una svolta, la scuola italiana si appresta a vivere l'ennesimo autunno segnato dal record di supplenti e da una precarietà che non è più un'emergenza, ma la spina dorsale (fragile) del nostro sistema d'istruzione.

Di Domenico Impernato

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