Decreto benzina in GU: il taglio delle accise sarà a carico degli altri ministeri

Le nuove misure del governo riducono il prezzo delle accise sui carburanti finanziando l'intervento tramite tagli ai ministeri.

19 marzo 2026 16:00
Decreto benzina in GU: il taglio delle accise sarà a carico degli altri ministeri - Gazzetta Ufficiale
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L'entrata in vigore del nuovo decreto legge introduce una riduzione temporanea delle accise per contrastare il rincaro dei carburanti. Questo provvedimento mira a dare sollievo immediato ai consumatori, sebbene la copertura finanziaria richieda sacrifici strutturali da parte dei dicasteri pubblici.

I dettagli del provvedimento sui carburanti

Il decreto, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, prevede uno stanziamento di 549 milioni di euro. L'obiettivo primario è mitigare l'impatto dell'aumento dei costi energetici sui cittadini e sulle imprese. La riduzione delle accise avrà una durata iniziale di venti giorni, restando operativa fino al 7 aprile 2026. Secondo la procedura d'urgenza, il testo passerà ora alle Camere per la conversione definitiva in legge.

Risparmio alla pompa e benefici per l'autotrasporto

Grazie alla rimodulazione delle aliquote e al ricalcolo dell'Iva, il risparmio effettivo per il consumatore finale è stimato in 25 centesimi al litro per benzina e diesel. Per il gpl lo sconto si attesta a 12 centesimi. Oltre al calo delle accise, il testo stanzia circa 125 milioni di euro destinati al credito d'imposta per i settori della pesca e dell'autotrasporto, facilitando l'acquisto di energia a prezzi calmierati.

La copertura economica e i tagli ai ministeri

Il finanziamento di questa manovra non è privo di conseguenze per la spesa pubblica. La quasi totalità delle risorse necessarie deriva da tagli lineari che colpiscono i bilanci di diversi ministeri. In sintesi:

  • Il Ministero dell'economia e delle finanze sostiene l'onere maggiore con 127,5 milioni di euro.

  • Le infrastrutture e la salute subiscono riduzioni rispettivamente per 96,5 e 86 milioni.

  • Il comparto dell'istruzione, dell'università e della cultura vede ridursi i propri fondi per complessivi 75 milioni di euro circa.

Il resto della copertura è garantito dalle maggiori entrate fiscali previste e dalla riduzione di specifici fondi per gli interventi strutturali.

Link al testo in Gazzetta Ufficiale

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