Decreto Primo maggio: tutte le novità per la tua busta paga dei dipendenti

Le misure del governo Meloni per ridurre la tassazione e incrementare lo stipendio netto attraverso il prossimo decreto Primo maggio.

11 aprile 2026 18:30
Decreto Primo maggio: tutte le novità per la tua busta paga dei dipendenti - Consiglio dei Ministri
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L'imminente approvazione del decreto Primo maggio introduce novità rilevanti per la busta paga dei lavoratori dipendenti, stabilizzando agevolazioni fiscali su straordinari e premi di produttività. Il provvedimento mira a rendere strutturali alcuni benefici già testati, offrendo maggiore potere d'acquisto attraverso la riduzione del carico fiscale su diverse voci retributive.

Agevolazioni sui premi per aumentare la busta paga

Una delle colonne portanti della nuova normativa riguarda la tassazione agevolata sui premi di risultato. A partire dal primo gennaio 2028, le somme erogate dalle aziende come riconoscimento della produttività saranno soggette a un'imposta sostitutiva ridotta all'1%, per un valore massimo di 5.000 euro annui.

I dipendenti avranno inoltre la possibilità di convertire tali premi in prestazioni di welfare aziendale. In questo caso, il beneficio diventa totalmente esentasse fino alla medesima soglia, garantendo un incremento reale della somma netta percepita rispetto al lordo contrattuale.

Riduzione delle tasse su straordinari e lavoro notturno

Il decreto conferma importanti sconti fiscali sulle componenti accessorie dello stipendio. Dal 2027, le remunerazioni legate a prestazioni specifiche saranno tassate con un'aliquota fissa del 15%, sostituendo la tassazione Irpef ordinaria. Le voci incluse sono:

  • Lavoro straordinario.

  • Lavoro notturno.

  • Indennità di turno.

  • Lavoro svolto nei giorni festivi o di riposo.

Questa agevolazione si applica ai lavoratori del settore privato con un reddito annuo non superiore a 40.000 euro e copre importi fino a un tetto di 1.500 euro all'anno. Restano attualmente esclusi i comparti del turismo e della ristorazione.

Tassazione agevolata per i rinnovi di contratto

Per contrastare l'erosione del potere d'acquisto dovuta all'inflazione, il governo ha previsto un regime fiscale di favore per i rinnovi dei contratti collettivi. Gli incrementi salariali derivanti dagli aggiornamenti contrattuali sottoscritti dal 2024 in poi saranno tassati solo al 5% a partire dal 2027. Il beneficio è riservato ai dipendenti privati con redditi entro i 33.000 euro annui.

Bonus fino a tremila euro tramite i fringe benefit

Il pacchetto di misure include la detassazione dei fringe benefit, ovvero i beni e servizi forniti dal datore di lavoro. Tali importi non concorreranno alla formazione del reddito imponibile fino a un limite di 3.000 euro all'anno.

Le imprese potranno inoltre beneficiare di un credito d'imposta del 20% sulle somme destinate al supporto della genitorialità, come il rimborso per asili nido, babysitter e testi scolastici, fino a un massimo di 2.000 euro per ciascun dipendente.

Incrementi automatici per i contratti collettivi scaduti

Al fine di accelerare le trattative sindacali, il decreto introduce un meccanismo di protezione per i lavoratori con contratti scaduti. Se il rinnovo non avviene entro sei mesi dalla scadenza, scatterà un aumento provvisorio in busta paga pari al 30% del tasso di inflazione programmato. Trascorsi dodici mesi senza accordo, la quota salirà al 60%. Come deterrente per le parti sociali, dopo un anno di stallo verrà sospeso il contributo di assistenza contrattuale destinato a sindacati e organizzazioni datoriali.

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