Dispersione scolastica in Sicilia: arrivano 3 milioni di euro per le future strategie

La Sicilia introduce un disegno di legge per contrastare la dispersione attraverso patti educativi e un fondo regionale dedicato.

27 marzo 2026 08:30
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La lotta contro la dispersione scolastica in Sicilia entra in una nuova fase strategica grazie a un disegno di legge mirato. L'obiettivo è trasformare la scuola siciliana in un fulcro di aggregazione territoriale attraverso i patti educativi di comunità, garantendo un supporto strutturale e continuativo agli studenti dell'isola.

Il nuovo disegno di legge per la Sicilia

Presso la V Commissione dell'Ars è stato presentato il ddl intitolato "Istituzione dei Patti Educativi di comunità e del Fondo regionale per la prevenzione del disagio giovanile e il contrasto alla dispersione scolastica". La prima firmataria, Valentina Chinnici, sottolinea la necessità di superare la gestione emergenziale per adottare un modello di "comunità educante".

L'iniziativa punta a integrare scuola, famiglie, enti locali e terzo settore in una visione di coprogettazione. Secondo l'onorevole Chinnici, l'educazione deve essere considerata un bene comune da sostenere con risorse certe e strumenti che vadano oltre i singoli progetti isolati.

Funzionamento dei patti educativi di comunità

Il cuore del provvedimento risiede nei patti educativi, accordi formali tra istituzioni e territorio per arricchire l'offerta formativa. Questo modello mira a:

  • Contrastare l’esclusione sociale nelle aree più fragili, come le zone montane e interne.

  • Favorire la prevenzione primaria del disagio giovanile.

  • Coinvolgere attivamente le famiglie nei percorsi di crescita dei minori.

Risorse economiche e monitoraggio territoriale

Per sostenere concretamente il contrasto alla dispersione, il testo prevede l'istituzione di un Fondo regionale specifico. La dotazione finanziaria è di 3 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.

Il piano d'azione include inoltre:

  1. Équipe multidisciplinari: gruppi composti da psicologi, pedagogisti ed educatori per supportare le scuole nella gestione delle criticità.

  2. Tavolo di monitoraggio: un organismo regionale dedicato alla verifica costante dei risultati ottenuti e al coordinamento delle attività territoriali.

Attraverso questo investimento sulla prevenzione e sulla qualità educativa, la regione intende rafforzare il senso di appartenenza dei giovani e offrire prospettive concrete per il futuro.

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