Dispersione scolastica, soddisfatto Valditara: 'L’Italia centra gli obiettivi UE in largo anticipo'

I nuovi dati Istat confermano il calo della dispersione scolastica in Italia, con risultati record in Campania e nel Mezzogiorno.

12 aprile 2026 16:30
Dispersione scolastica, soddisfatto Valditara: 'L’Italia centra gli obiettivi UE in largo anticipo' -
Condividi

Il contrasto alla dispersione scolastica segna un punto di svolta decisivo per il sistema educativo nazionale. Secondo le ultime rilevazioni Istat, l'Italia ha ridotto l'abbandono degli studi raggiungendo l'8,2%, superando con largo anticipo i parametri fissati dall'Unione Europea per il 2030 e dimostrando l'efficacia delle riforme strutturali recentemente implementate.

Risultati record per la dispersione scolastica nazionale

Il recente monitoraggio sugli Early Leavers from Education and Training (Elet) evidenzia un recupero senza precedenti. Se nel 2020 la quota di giovani che abbandonavano precocemente gli studi era del 14,2%, il trend degli ultimi tre anni mostra una discesa costante fino all'attuale 8,2%. Questo risultato posiziona l'Italia al di sotto del limite del 9% stabilito da Bruxelles, collocando il Paese in una posizione di vantaggio rispetto a nazioni come la Germania (12,9%) o la Danimarca (10,4%).

Secondo i vertici del Ministero dell’Istruzione e del Merito, questo successo è il frutto di investimenti mirati in didattiche innovative e strumenti di controllo più stringenti. Politiche come l’Agenda Sud e l'Agenda Nord, unitamente alle norme introdotte con il Decreto Caivano, hanno permesso di reinserire nel percorso formativo circa 500.000 ragazzi.

La svolta della Campania e del Mezzogiorno

Il Mezzogiorno d'Italia mostra i segnali di miglioramento più significativi. La Campania, in particolare, ha registrato una performance storica: per la prima volta la dispersione scolastica regionale è scesa sotto la soglia del 10%, attestandosi al 9,7%. Si tratta di un progresso straordinario se confrontato con il 19% registrato nel 2020.

Anche altre regioni del Sud seguono questa tendenza positiva:

  • Calabria: scesa al 6,5% (era al 16,9% nel 2020).

  • Sud (isole escluse): media attestata all'8,4%.

Questi dati confermano come l'attenzione alle aree territoriali più fragili stia producendo effetti concreti, favorendo una maggiore coesione del sistema educativo nazionale.

Sfide aperte e inclusione degli studenti stranieri

Nonostante i successi generali, permane un divario critico riguardante la popolazione studentesca non italofona. Mentre il tasso di abbandono degli studi per gli studenti italiani è sceso al 6,7%, per gli studenti stranieri la percentuale resta elevata al 26,2%.

Per ridurre questa frattura, sono stati stanziati oltre 13 milioni di euro destinati al potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana e alla formazione di docenti specializzati. Parallelamente, la riforma del modello "4+2" per l'istruzione tecnica e professionale punta a rendere il percorso di studi più aderente alle richieste del mercato del lavoro, offrendo prospettive concrete ai giovani in uscita dal ciclo scolastico.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail