Docente accoltellata a Bergamo: viene dimessa dall'ospedale, ora punta al rientro in aula

Dopo la grave aggressione subita a marzo, la docente accoltellata lascia l'ospedale pronta a riprendere l'insegnamento per i suoi alunni.

31 marzo 2026 11:00
Docente accoltellata a Bergamo: viene dimessa dall'ospedale, ora punta al rientro in aula -
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La docente accoltellata lo scorso 25 marzo in provincia di Bergamo è stata ufficialmente dimessa dall’ospedale Papa Giovanni XXIII. Nonostante la gravità della violenza a scuola subita, la donna ha espresso il forte desiderio di un rapido rientro in aula per accompagnare i suoi studenti di terza media verso gli esami conclusivi del ciclo scolastico.

Lo stato di salute della docente accoltellata

La professoressa di 57 anni ha potuto lasciare la struttura sanitaria dopo diversi giorni di cure intensive e osservazione clinica. Sebbene il quadro generale sia in miglioramento e non vi siano più preoccupazioni immediate per la vita della donna, il percorso di guarigione fisica richiederà ulteriore tempo.

Secondo quanto riferito dai legali, la ferita riportata al collo risulta particolarmente profonda, rendendo necessaria una convalescenza cautelativa per evitare lesioni permanenti. Attualmente, la docente si trova presso l'abitazione di un familiare per trascorrere il periodo di riposo post-ospedaliero.

Il coraggio di un alunno e l'importanza della donazione sangue

In una lettera diffusa tramite il proprio avvocato, la docente accoltellata ha voluto ripercorrere i drammatici momenti dell'aggressione, sottolineando alcuni elementi fondamentali che hanno permesso la sua sopravvivenza:

  • L'intervento di uno studente: il coraggio di un tredicenne che, assistendo alla scena, è intervenuto per difendere l'insegnante rischiando la propria incolumità.

  • La tempestività dei soccorsi: l'efficienza del personale dell'eliambulanza e l'intervento medico immediato che ha gestito un'emorragia critica di circa un litro e mezzo di sangue.

  • Il ruolo dei donatori Avis: la disponibilità di sangue, garantita dai donatori anonimi, è stata definita vitale dalla professoressa, che ha lanciato un appello pubblico sull'importanza di questo gesto di solidarietà.

La determinazione per il rientro in aula

Nonostante il trauma psicologico e le ferite fisiche, l'umore della professoressa rimane saldo. La sua priorità dichiarata è tornare tra i banchi il prima possibile. La volontà di non abbandonare i propri ragazzi in un momento cruciale come quello degli esami di Stato riflette una dedizione professionale che non è stata scalfita dal tragico episodio di violenza a scuola.

La guarigione interiore, come sottolineato nelle sue comunicazioni, richiederà un processo più lungo rispetto a quella clinica, ma il legame con la comunità scolastica rappresenta il principale motore per il suo ritorno alla normalità.

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