Docenti di sostegno: regole e limiti per la conferma nell'a.s. 2026/27

I nuovi criteri ministeriali che regolano la riconferma dei docenti di sostegno privi di titolo di specializzazione nelle scuole.

20 aprile 2026 08:15
Docenti di sostegno: regole e limiti per la conferma nell'a.s. 2026/27 -
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L'aggiornamento normativo relativo ai docenti di sostegno per l'anno scolastico 2026 ridefinisce i parametri necessari per garantire la continuità didattica. La nota ministeriale n. 7766 chiarisce quali insegnanti possono mantenere il proprio incarico su richiesta della famiglia, ponendo vincoli precisi per chi non possiede la specializzazione sul sostegno.

Limiti alla riconferma dei docenti di sostegno non specializzati

La normativa attuale sulla conferma dei docenti incaricati su posti di sostegno ha sollevato diverse obiezioni, principalmente per la possibilità di garantire la permanenza in servizio anche a personale non specializzato. Tuttavia, l'amministrazione ha introdotto limitazioni specifiche: la facoltà di restare sulla stessa cattedra non è estesa a tutta la platea dei supplenti senza titolo, ma è riservata esclusivamente a chi è stato reclutato tramite determinati canali di graduatoria.

Canali di reclutamento validi per la continuità

Per ottenere la riconferma per l'anno successivo, il docente deve aver ricevuto l'incarico precedente attraverso una di queste modalità:

  • Nomine da seconda fascia GPS.

  • Utilizzo delle graduatorie incrociate.

Al contrario, i docenti non specializzati che hanno preso servizio mediante interpello non possono beneficiare della conferma. Questa possibilità rimane invece valida per i docenti che, pur essendo stati nominati tramite interpello, sono regolarmente in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno.

Il chiarimento ufficiale del ministero

Con la nota n. 7766 del 26 marzo 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha precisato i confini di questa procedura. L'obiettivo dichiarato è proteggere la priorità dei docenti specializzati nel mantenimento del posto, limitando la continuità dei non titolati solo a contesti specifici e tracciabili.

Controversie e possibili sviluppi legali

Nonostante i chiarimenti, il sistema rimane al centro di un acceso dibattito. Molti osservatori evidenziano una contraddizione tra la volontà ministeriale di ridurre il numero di non specializzati tramite i Corsi Indire e una norma che, di fatto, consente loro di restare in servizio. Si attende ora il pronunciamento del TAR previsto per maggio: i sindacati puntano a dimostrare l'illegittimità di un impianto che potrebbe scavalcare l'ordine naturale delle graduatorie.

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