Edilizia scolastica e capitali privati: il piano alloggi e lo scontro politico sulle foresterie negli istituti

Il Ministero apre al partenariato per l’edilizia scolastica e le foresterie docenti. M5S critico: rischio deriva aziendalista per l’istruzione pubblica.

18 febbraio 2026 18:05
Edilizia scolastica e capitali privati: il piano alloggi e lo scontro politico sulle foresterie negli istituti - Foresterie negli istituti scolastici
Foresterie negli istituti scolastici
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Il dibattito sull’edilizia scolastica si accende tra fondi PNRR e l'ingresso dei capitali privati. Frassinetti lancia il modello delle foresterie, ma l'opposizione denuncia l'insufficienza salariale.

Edilizia scolastica e PNRR: la svolta verso il Project Financing

Il quadro degli investimenti strutturali nel sistema educativo italiano sta subendo una mutazione profonda, delineata recentemente durante il Question Time in commissione Cultura alla Camera. Il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha tracciato un bilancio che vede, ad oggi, la mobilitazione di circa 12 miliardi di euro. Queste risorse, derivanti da un mix tra fondi del PNRR e stanziamenti ministeriali, hanno permesso l'avvio o il completamento di opere su circa 10.000 plessi, coprendo di fatto il 25% del patrimonio immobiliare scolastico nazionale. Tuttavia, l'analisi governativa evidenzia una criticità strutturale: nonostante la spesa pubblica italiana sia equiparabile a quella tedesca in rapporto al PIL, l'Italia soffre un gap nell'attrazione di risorse esterne. La finanza di progetto nel nostro Paese si attesta allo 0,5%, un dato nettamente inferiore alla media internazionale del 2%.

Per colmare questo divario, l'esecutivo intende sbloccare il potenziale del partenariato pubblico-privato. L'obiettivo è duplice: accelerare i cantieri mediante procedure di semplificazione ispirate al "modello Genova" e garantire il rispetto delle stringenti scadenze europee per l'ultimo miglio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Non si tratta solo di ristrutturazioni, ma di un ripensamento del modello di finanziamento che coinvolga investitori privati nella gestione e manutenzione delle strutture.

Il nodo delle foresterie: alloggi annessi contro il caro affitti

Uno degli aspetti più innovativi, e al contempo divisivi, della strategia ministeriale riguarda il welfare per il personale scolastico, in particolare per i docenti fuorisede. Di fronte all'emergenza abitativa che colpisce soprattutto le grandi aree metropolitane del Nord, scoraggiando l'accettazione delle cattedre, il Ministero ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro dedicato. La proposta operativa prevede la costruzione di alloggi annessi agli istituti scolastici, realizzati attraverso la finanza di progetto.

L'idea è quella di creare vere e proprie foresterie a canone calmierato, integrando fondi statali, regionali e capitali privati. Questa misura intende offrire una soluzione logistica immediata per quegli insegnanti che, pur di ruolo, si trovano nell'impossibilità di sostenere i costi di mercato degli affitti nelle città maggiori. Il piano passa per un dialogo serrato con le Regioni e le associazioni di categoria, tentando di trasformare le scuole in hub che offrano non solo didattica, ma anche servizi residenziali essenziali per il proprio personale.

La replica politica: salari inadeguati e la difesa della scuola pubblica

La visione governativa ha incontrato la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle, rappresentata dal capogruppo in commissione Cultura, Antonio Caso. La critica non verte sui numeri, ma sulla filosofia di fondo: trasformare la scuola in un terreno di profitto per i privati viene visto come un pericolo per la natura stessa dell'istituzione, definita un diritto costituzionale e non un servizio a domanda individuale come un parcheggio o un'autostrada. Il punto cruciale sollevato dall'opposizione riguarda la sostenibilità del modello di business: come può un privato generare profitto da una scuola senza intaccarne l'autonomia o gravare sulle famiglie?

Ancor più aspra è la polemica sulla questione abitativa. Per Caso, proporre alloggi interni agli istituti equivale a certificare lo status di "lavoratori poveri" per i docenti italiani. La soluzione delle foresterie viene definita un palliativo che ignora le esigenze familiari e la dignità professionale, "istituzionalizzando" la precarietà economica invece di risolverla. Secondo il M5S, l'unica via percorribile non è l'edilizia residenziale scolastica, bensì un intervento strutturale sugli stipendi dei docenti, attualmente incapaci di reggere l'urto dell'inflazione e il costo della vita nelle aree più produttive del Paese.

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