Elenchi regionali docenti: le critiche sul caso dell'esclusione dello straordinario bis, comunicato Scuola Lavoro e Libertà

Le nuove disposizioni penalizzano i docenti dello Straordinario Bis, esclusi dagli elenchi regionali nonostante i requisiti normativi.

A cura di Redazione Redazione
06 maggio 2026 12:00
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La gestione del precariato scolastico vive una fase di tensione istituzionale dopo l'esclusione Straordinario Bis dai nuovi percorsi. La volontà politica sembra divergere dalle necessità di stabilità lavorativa richieste dall'Europa, alimentando il dibattito sul futuro della scuola.

Esclusione straordinario bis da elenchi regionali e doppio canale

Il movimento Scuola Lavoro e Libertà ha dovuto assistere inerme all’evoluzione e alla conclusione di un iter legislativo che, ancora una volta, ha umiliato i precari storici.

Infatti, nell’ultimo decreto PNNR, il DL 19/2026 convertito in legge ad aprile 2026, oltre alla controversa riforma deli Istituti Tecnici, che in sostanza ha mietuto numerose ore di lezione su discipline fondamentali come italiano, geografia, arte, diritto, ed economia aziendale, e al di là di qualche ritocco a mobilità e formazione, ha toccato il tema scottante del reclutamento dei docenti. In particolare, l’attenzione del Legislatore si è soffermata sull’istituzione degli elenchi regionali per le immissioni in ruolo che, in futuro, dovrebbero affiancare gli altri canali di reclutamento.

In questi elenchi rientreranno tutti, ma proprio tutti, i concorsi svolti dal 2020 in poi. Anche i partecipanti al concorso straordinario 2020 (D.D. n. 510/2020), inizialmente esclusi dalla norma primaria che ha istituito gli elenchi regionali, che, ricordiamolo, prevedeva l’accesso agli stessi elenchi per chi avesse superato una prova orale in un concorso dal 2020 in poi, sono stati alla fine tirati dentro da un emendamento dell’ultima ora.

Notoriamente, tali partecipanti avevano sostenuto solo una prova scritta e, nonostante questo, sono stati giustamente inseriti all’interno degli elenchi grazie a una volontà politica che ha fatto prevalere il buon senso, solo approvando un banalissimo emendamento che ha fatto chiudere tutti e due gli occhi sulle disposizioni riportate nella norma primaria da cui gli elenchi sono scaturiti, ossia il Decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45. Ma i precari storici vanno stabilizzati, così come fra l’altro chiede l’Europa, ed è giusto così.

Quelli che invece mai hanno visto agevolazioni o giustizia, e verso i quali i concetti di buon senso e di ragionevolezza sembrano soffrire di una grave forma di allergia e di amnesia, a cui nemmeno un trattamento minimamente rispettoso della dignità di lavoratori storici della scuola sembra poter essere riservato, sono i partecipanti al concorso Straordinario bis (D.D. n. 1081 del 6 maggio 2022), che, nonostante abbiano affrontato una procedura basata su una prova orale, cosi come prevede la norma primaria che ha istituito gli elenchi, fra l’altro con estrazione della traccia al momento dell’esame, si ritrovano di fatto ad essere gli unici esclusi dagli elenchi regionali.

Ora, è chiaro che la scusa ufficiale sia quella solita, ossia dell’assenza del voto minimo all’interno bando, carenza che non ha comunque impedito a suo tempo di immettere in ruolo partecipanti con 2, 5 o 10 punti alla prova orale. Tuttavia è altrettanto palese che tutti i concorsi precedenti e successivi allo Straordinario Bis, nessuno escluso, ordinari e straordinari, sono stati modificati nell’impostazione originaria del bando, al fine di concedere ai partecipanti la possibilità dell’immissione in ruolo. Cioè, là dove c’è stata la volontà politica e sindacale, dettagli del genere sono stati modificati su misura senza alcun problema, aggiungendo qualche parola magica alla legge di turno, con qualche semplicissimo emendamento che alla fine ha fatto il bello e cattivo tempo, così come è appena avvenuto per lo Straordinario 2020, mentre nel caso dello Straordinario Bis sembra che per rendere un briciolo giustizia sia necessaria la scalata dell’Everest. Anzi, se si fosse malpensanti si affermerebbe che sia manifesta la volontà di mettere a questi docenti il bastone fra le ruote!

In sostanza ancora una volta, il sistema che guida il Paese, delegato dai cittadini che godono di uguali diritti e che in modo uguale devono essere trattati, ha deciso che quelli dello Straordinario Bis debbano rimanere fuori da tutto e, a prescindere dal fatto di essersi abilitati o meno, non devono ottenere il riconoscimento del diritto alla possibilità di essere stabilizzati. Cioè, la parità di trattamento predicata dall’articolo 3 della Costituzione è praticamente un’opinione! Eppure sembra proprio che la Cassazione, nella sentenza n. 30779 del 23 novembre 2025, voglia indicare una direzione abbastanza diversa per questi concorsi straordinari e per il precariato storico in generale, così come ha specificato proprio esprimendosi sul concorso straordinario IRC, procedura gemella del concorso Straordinario bis, ma dedicata ai docenti precari di religione cattolica. Neanche in quel caso era previsto il superamento di un voto minimo ma, già da bando, venivano generate comunque delle graduatorie ad esaurimento per tutti i partecipanti. Eppure la Corte di Cassazione, ha asserito che le procedure straordinarie non possono essere considerate una mera "possibilità" o una "chance" se si vuole sanare l'abuso dei contratti a termine e, per costituire una misura riparatoria efficace contro l'illegittima reiterazione dei contratti (oltre i 36 mesi), la stabilizzazione deve essere una conseguenza certa e concreta.

Insomma, la pecora nera della “famiglia Concorsi” sembra essere solo lo StraordinarioBis che, subendo un preciso intervento degno di un luminare della chirurgia, con un colpo magistrale di bisturi impugnato dall’abile mano della politica, è stato tagliato fuori anche da questo calderone degli elenchi regionali che ha visto entrare praticamente tutti ma, ahimè, ha lasciato fuori proprio i precari storici.

Cioè, l’esatto contrario di ciò che chiede l’Europa!

Pertanto, appellandosi al buon senso e all’imparzialità della politica di governo, si chiede:

1.    Che i partecipanti al concorso Straordinario Bis (D.D. n. 1081 del 6 maggio 2022) vengano inseriti, così come si è fatto per tutti gli altri concorsi, negli elenchi regionali istituiti dal Decreto Legge 7 aprile 2025, n. 45.

2.    Che si dia seguito, prima della fine dell’attuale legislatura, alle varie promesse fatte dai partiti di Governo e apertamente appoggiate e sostenute all’occasione dalle varie sigle sindacali, al progetto del doppio canale di reclutamento, 50% concorsi e  50% GPS, l’unica soluzione strutturale possibile che può mettere fine alla piaga del precariato cronico.

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