Elenchi regionali per il ruolo: atteso decreto, ma rimane il nodo idonei
Il provvedimento per i docenti è imminente: priorità assoluta alle graduatorie di merito esaurite e vincolo del 30% per le nuove immissioni.
L'attesa per la pubblicazione del decreto attuativo relativo agli elenchi regionali per il ruolo sta per terminare. Questo meccanismo supplementare di reclutamento per i docenti si attiverà esclusivamente previo completo scorrimento delle graduatorie di merito esistenti, operando nel rispetto dei vincoli legislativi sugli idonei.
Il ritardo del provvedimento e il doppio canale
Sebbene l'ufficializzazione normativa fosse originariamente prevista entro la fine del 2025, il decreto che disciplinerà l'avvio degli elenchi regionali per il ruolo si trova ancora in una fase di stand-by tecnico. Le indiscrezioni ministeriali suggeriscono tuttavia che l'iter sia alle battute finali: l'amministrazione centrale deve infatti sbloccare la procedura per consentire l'iscrizione a quegli insegnanti che possiedono i requisiti necessari. Tale strumento è stato concepito dal legislatore come un "doppio canale" transitorio, una soluzione ponte in attesa che il sistema di reclutamento ordinario venga riformato in via definitiva. L'obiettivo primario resta quello di offrire un'opzione aggiuntiva al personale scolastico, diversificando le opportunità di stabilizzazione cattedra.
Priorità alle graduatorie di merito e limite del 30%
Il funzionamento operativo del nuovo sistema impone una gerarchia precisa nelle procedure di assunzione. Affinché le istituzioni scolastiche possano attingere dai nuovi elenchi regionali, è imperativo che siano state precedentemente esaurite tutte le graduatorie di merito (GM). Questa clausola di salvaguardia include non soltanto i vincitori, ma anche gli idonei che rientrano nella quota di riserva avente diritto all'assunzione, fissata entro il limite del 30%. La normativa vigente stabilisce un ordine di priorità inderogabile:
Scorrimento integrale dei vincitori di concorso;
Assorbimento degli idonei presenti nelle GM entro la soglia percentuale stabilita;
Attivazione degli elenchi regionali solo in caso di residua disponibilità di posti.
Le previsioni sulle immissioni per il primo anno
Analizzando l'architettura normativa, appare evidente come l'impatto iniziale di questo strumento potrebbe rivelarsi contenuto, specialmente durante il primo anno di validità degli elenchi regionali per il ruolo. Non essendo possibile formulare una prognosi univoca valida per l'intero territorio nazionale, le reali possibilità di immissione in ruolo varieranno sensibilmente in base alla Classe di Concorso (CdC) e alla specifica regione di appartenenza. Laddove le graduatorie ordinarie risultino particolarmente affollate, lo spazio di manovra per il nuovo canale sarà matematicamente ridotto. Di converso, per le materie STEM o per le classi di concorso con cronica carenza di aspiranti, l'attivazione di questi elenchi potrebbe rappresentare una risorsa immediata per coprire le cattedre vacanti.
L'impatto del concorso PNRR 3 sulle disponibilità
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla concomitanza con il concorso PNRR 3, le cui procedure concorsuali stanno avanzando verso la fase delle prove orali, contestualmente alla pubblicazione delle soglie di sbarramento e degli esiti degli scritti. Questa selezione genererà nuove graduatorie e, inevitabilmente, una nuova platea di idonei che andrà a saturare parte del fabbisogno. Va sottolineato che il bando PNRR è stato calibrato su una stima del fabbisogno triennale, mettendo a bando un numero di posti superiore alle attuali capacità assunzionali immediate. Ne consegue che:
Non tutti i vincitori del PNRR potranno essere assorbiti nel primo anno scolastico utile;
La saturazione dei posti tramite PNRR ridurrà ulteriormente i margini di scorrimento per gli elenchi regionali;
La distribuzione geografica disomogenea dei posti accentuerà le differenze tra Nord e Sud.