Le elezioni politiche si avvicinano e ogni giorno giungono dai microfoni dei principali media italiani i desiderata dei protagonisti politici, all’insegna della campagna elettorale. L’argomento scuola, com’era prevedibile, tiene banco in quasi tutti gli interventi dei leader di partito.

Elezioni politiche, i punti salienti del leader del Carroccio sulla scuola: orario docenti, insegnanti specializzati sul sostegno, libri di testo e mascherine

A tal proposito, questa mattina ai microfoni di Rai Isoradio è intervenuto Matteo Salvini, segretario della Lega, il quale ha parlato di alcuni argomenti riguardanti il mondo dell’istruzione. Tra i principali punti toccati: il tempo a scuola (le eccessive vacanze degli insegnanti), una proposta normativa sulla riduzione del costo dei libri di testo, il sostegno agli alunni disabili e la carenza dei docenti specializzati e la questione delle mascherine, oramai del tutto ‘dimenticate’.

Salvini: “Occorrono insegnanti specializzati sul sostegno”

Il leader della Lega si è soffermato sul grave problema della carenza di insegnanti di sostegno, esprimendo tutto il suo rammarico per questa criticità insita nel sistema scolastico nazionale. “Mi sono imbizzarrito per la mancanza di insegnanti di sostegno per i bimbi disabili“, ha affermato Salvini. Una situazione davvero imbarazzante che ogni anno si ripresenta puntualmente in questo periodo.

Tuttavia, i vari governi (politici e tecnici) che si sono succeduti in tutti questi anni hanno sempre sottovalutato la questione (o meglio non hanno mai voluta risolverla), puntando tutto sulla precarietà e sulla deroga (con l’enorme esercito di supplenti non specializzati), cercando di guardare solo verso l’unico interesse, ovvero il tanto caro bilancio statale.

Le opinioni di Matteo Salvini sul tempo scuola: ridurre le vacanze degli insegnanti

In apertura di trasmissione il leader del Carroccio ha puntato il dito verso gli insegnanti e sul loro tempo scuola, o meglio sulle lunghe vacanze a loro destinate. Per Salvini, sarebbero eccessive se confrontate con quelle dei colleghi europei. Ecco cosa dichiara Matteo Salvini dai microfoni di Isoradio a questo proposito: “In altri Paesi non ci sono tre mesi di pausa estiva, ma le pause vengono dislocate nel corso dell’anno e dunque occorre rivedere il tempo a scuola”.

Un’opinione già conosciuta dal mondo della scuola, quella del leder del Carroccio, ma che continua a ripetere come un loop e che in passato non ha mai trovato i favori degli alleati politici. Di certo però, questa dichiarazione non lascia intravvedere inevitabilmente nulla di positivo per i ‘poveri’ insegnanti spesso malpagati e vessati dalla contingenza della precarietà.