Emergenza climatica in Francia, serve una legge ad hoc: la richiesta dei climatologi e degli scenziati

Oltre 90 scienziati francesi chiedono al governo una legge sull'emergenza climatica dopo l'ondata di caldo che ha piegato il Paese.

07 luglio 2026 17:00
Emergenza climatica in Francia, serve una legge ad hoc: la richiesta dei climatologi e degli scenziati -
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Più di 90 scienziati francesi hanno chiesto al governo una legge sull'emergenza climatica. La richiesta arriva dopo la storica ondata di caldo che ha investito la Francia. Tra i firmatari ci sono climatologi di primo piano come Christophe Cassou, Valérie Masson-Delmotte e Jean Jouzel, insieme all'economista Thomas Piketty. L'appello è stato pubblicato su Le Monde e promosso dall'associazione Bloom. Il Paese, scrivono, è uscito «collettivamente traumatizzato» da dieci giorni di caldo estremo.

L'appello dopo un giugno rovente

«La nostra sofferenza è stata immensa», scrivono gli scienziati sul quotidiano francese. Ricordano gli ospedali sotto pressione, il personale sanitario esausto e milioni di cittadini costretti a fare i conti con gli effetti diretti del cambiamento climatico. «La terra non può essere riportata al suo stato di partenza, ma possiamo ancora evitare che diventi inabitabile», aggiungono. Nel frattempo la Francia affronta di nuovo temperature eccezionali. Una terza ondata di canicola si abbatte sul Paese, con 16 dipartimenti in allerta arancione e punte che localmente possono toccare i 40 gradi. L'episodio è previsto meno intenso del precedente, ma arriva dopo un giugno che ha già segnato record storici di caldo.

Le richieste per una legge sull'emergenza climatica

Per i firmatari serve una legge che affronti quella che definiscono un'emergenza esistenziale. Le misure proposte sono nette e riguardano soprattutto il settore delle energie fossili. Ecco i punti principali dell'appello:

  • vietare a tutte le aziende francesi di finanziare o partecipare a nuovi progetti di estrazione di carbone, petrolio e gas, in Francia e all'estero;

  • eliminare i sussidi pubblici alle fonti fossili;

  • vietare il lobbying da parte dell'industria del settore.

Gli scienziati chiedono anche il riconoscimento del reato di «globocidio», definito come la messa in pericolo della biosfera e delle condizioni che rendono abitabile il pianeta.

L'attacco diretto a TotalEnergies

Nell'articolo non manca un affondo contro TotalEnergies. Secondo gli autori, la compagnia continua a investire in nuovi progetti di petrolio e gas nonostante le evidenze scientifiche sul riscaldamento globale. I firmatari sostengono che l'industria fossile conosca da decenni gli effetti climatici delle proprie attività. Avrebbe anche contribuito a rallentare la transizione energetica con campagne di disinformazione e pressioni politiche. Per questo motivo le scelte delle grandi compagnie, secondo gli scienziati, non sono solo un atto di irresponsabilità. Rappresentano una vera e propria forma di criminalità climatica, da fermare senza ulteriori rinvii.

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