Famiglia del bosco: accuse di bullismo e traumi nella lettera di Catherine

La madre denuncia gravi disagi psicologici dei figli nella struttura protetta. Una perizia tecnica conferma lo stress per la Famiglia del bosco.

18 febbraio 2026 19:00
Famiglia del bosco: accuse di bullismo e traumi nella lettera di Catherine - I genitori della famiglia che vive nel bosco
I genitori della famiglia che vive nel bosco
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Nuovi sviluppi sul caso della Famiglia del bosco. Catherine Birmingham ha inviato una dura missiva alle assistenti sociali, denunciando traumi e presunti episodi di bullismo subiti dai tre figli all'interno della comunità protetta di Vasto, dove risiedono dopo il provvedimento del tribunale.

Le dure accuse di Catherine: "I bambini soffrono"

Un grido d'allarme rompe il silenzio dalla casa famiglia dove, dallo scorso 20 novembre, risiedono i tre minori di 6 e 8 anni sottratti alla potestà genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Quest'ultima, pur vivendo nella stessa struttura ma separata dai figli durante la notte, ha redatto un testo in lingua inglese carico di tensione emotiva e rimproveri istituzionali. La destinataria della missiva, resa nota dal quotidiano Il Centro, è la coppia formata da Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, rispettivamente tutrice e curatrice designate dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

Nel documento, la donna descrive una situazione di progressivo deterioramento psicologico dei minori, parlando esplicitamente di "distruzione, trauma e ansia costante" osservati nell'arco di quasi tre mesi. La madre contesta duramente l'operato di chi avrebbe dovuto garantire protezione, sostenendo che le richieste di aiuto dei piccoli – desiderosi di tornare al loro ambiente familiare, ai loro animali e al padre – siano state sistematicamente ignorate o banalizzate con soluzioni palliative che non affrontano il nodo del distacco.

Famiglia del bosco: trauma da sradicamento e presunti episodi di bullismo nella struttura

Il quadro dipinto da Catherine Birmingham assume tinte ancora più fosche quando si scende nel dettaglio della vita quotidiana all'interno della struttura di accoglienza. Secondo la ricostruzione materna, i bambini non solo vivrebbero una condizione di profonda infelicità legata alla "separazione forzata", ma sarebbero stati esposti a dinamiche relazionali tossiche. Nella lettera, infatti, si fa riferimento all'uso di adolescenti per compiere atti di bullismo nei confronti dei suoi figli.

La narrazione evidenzia un tradimento della fiducia da parte delle figure adulte di riferimento. I comportamenti dei minori, descritti come intelligenti e sensibili, sarebbero mutati drasticamente: la madre riferisce di episodi in cui i bambini rompono oggetti, si feriscono a vicenda o disegnano in modo aggressivo sulle pareti. Sintomi, questi, che secondo la Birmingham dovrebbero essere immediatamente leggibili da qualsiasi operatore dotato di comprensione psicologica come manifestazioni chiare di depressione e ansia.

La perizia tecnica: documentazione "scioccante" sul disagio dei minori

A supporto delle istanze presentate dai legali della coppia per la revoca della sospensione della responsabilità genitoriale, interviene una relazione tecnica di parte firmata dal noto neuropsichiatra Tonino Cantelmi. L'esperto, dopo aver visionato una mole considerevole di materiale multimediale – circa un centinaio di file tra foto e video – ha definito la documentazione "scioccante".

Secondo il professor Cantelmi, il dolore dei bambini è tangibile e "invisibile solo per il servizio sociale". La perizia evidenzia manifestazioni cliniche riconducibili a un trauma da sradicamento già in atto, non meramente potenziale. I segni di autolesionismo, i comportamenti regressivi come mordere le lenzuola e gli stati di rabbia esplosiva documentati nelle ultime settimane confermerebbero un impatto lesivo sull'equilibrio psicologico dei tre fratelli. La richiesta è perentoria: il rientro immediato nel nucleo familiare per arginare una sofferenza definita "crescente".

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