F.A.R.O. e la nuova leadership educativa alla Camera

Un confronto istituzionale sul ruolo dei dirigenti per guidare la scuola tra innovazione e leadership educativa nel sistema attuale.

A cura di Redazione Redazione
06 marzo 2026 08:30
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Presso la Camera dei Deputati si è discusso di leadership educativa come motore del cambiamento. L'evento F.A.R.O. ha riunito esperti e politici per delineare il futuro della scuola italiana, mettendo al centro la formazione e l'orientamento delle nuove generazioni.

“F.A.R.O. – Guidare la scuola che cambia”: alla Camera dei Deputati il confronto sulla leadership educativa

Si è svolto nel pomeriggio del 4 marzo, presso la Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti, l’evento “F.A.R.O. – Guidare la scuola che cambia”, promosso dall’associazione F.A.R.O. Dirigenti e dedicato alla riflessione sul ruolo della leadership educativa nel sistema scolastico contemporaneo.

Ho avuto il compito di moderare l’incontro, guidando il confronto tra rappresentanti del mondo politico, esperti di diritto e formazione, dirigenti scolastici e operatori del settore educativo. L’iniziativa ha rappresentato un momento di dialogo istituzionale e culturale sui processi di trasformazione che attraversano la scuola italiana.

Al centro del dibattito sono state individuate quattro parole chiave – formazione, apprendimento, ricerca e orientamento – considerate elementi essenziali per guidare l’evoluzione delle istituzioni scolastiche in un contesto sociale e tecnologico in rapido cambiamento.

L’identità di F.A.R.O. Dirigenti

Ad aprire i lavori è stata Rosa Barberi, presidente di F.A.R.O. Dirigenti, che ha illustrato l’identità e le prospettive dell’associazione. Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di rafforzare una dirigenza scolastica capace di coniugare competenza tecnica, visione educativa e responsabilità istituzionale.

La missione dell’associazione – ha spiegato – è promuovere un dialogo strutturato sui processi di innovazione normativa, organizzativa e culturale che stanno interessando il sistema educativo. In questa prospettiva il dirigente scolastico viene interpretato come una figura strategica nella governance delle istituzioni formative, chiamata a orientare comunità educative sempre più complesse.

L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di una leadership autorevole e inclusiva, capace di accompagnare i cambiamenti della scuola e della società. Accanto alla presidente Barberi, l’associazione può contare su un direttivo composto da dirigenti scolastici impegnati nella promozione della cultura della leadership educativa e del confronto istituzionale. Fanno parte del direttivo Mario Atria, Cristina Petraroli, Orlando Setola, Carmen Maria Sauzullo, Carla Sedia, Giuseppe Cosentino e Carla Gala, che collaborano alle attività dell’associazione e alla promozione delle iniziative di studio e di dibattito sul sistema educativo.

I saluti istituzionali: l’attenzione della politica

Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza dell’attenzione del mondo politico verso il ruolo della dirigenza scolastica.

Tra i contributi istituzionali è stato trasmesso il videomessaggio di Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell'Istruzione e del Merito, che ha portato i saluti del Ministero sottolineando l’importanza della leadership educativa nei processi di innovazione della scuola.

È intervenuto anche il senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica. Nel suo intervento ha ricordato come la figura del dirigente scolastico non possa più essere assimilata a quella del “preside” del passato. Oggi – ha osservato – si tratta di un dirigente con compiti e responsabilità complesse, una figura apicale del sistema educativo che merita rispetto e attenzione istituzionale.

Marti ha inoltre richiamato le diverse vicende concorsuali che negli anni hanno interessato la categoria, riconoscendo l’esistenza di alcune situazioni di disparità e sottolineando l’impegno delle istituzioni nel tentativo di sanare tali criticità. Nel suo intervento ha anche espresso parole di fiducia nei confronti dell’attività svolta dall’associazione F.A.R.O., dichiarando di avere fiducia nel lavoro portato avanti dall’associazione e nel contributo che essa può offrire alla crescita del sistema scolastico.

La senatrice Ella Bucalo, componente della Commissione Cultura del Senato, ha paragonato il dirigente scolastico al capitano di una nave, chiamato a guidare le nuove generazioni verso il futuro. Nel suo intervento ha evidenziato come la scuola rappresenti il punto di partenza per la costruzione del futuro del Paese e come la dirigenza debba saper intercettare le trasformazioni in atto, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale, mantenendo sempre al centro la dimensione umana dell’educazione.

Un ulteriore contributo è arrivato da Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, che ha posto l’attenzione sul tema dell’educazione finanziaria e sugli investimenti destinati al sistema scolastico. Albano ha richiamato i dati del rapporto EduFin Index 2024, sottolineando l’importanza di rafforzare le competenze economiche dei cittadini e di ridurre il gap di genere nell’autonomia decisionale.

Il ruolo del dirigente scolastico

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’avvocato Michele Zarrillo, esperto di diritto scolastico ed ex segretario particolare del ministro Giuseppe Valditara.

Il suo contributo ha affrontato una questione centrale: quale ruolo debba assumere oggi il dirigente scolastico per guidare efficacemente istituzioni educative sempre più complesse. Secondo Zarrillo, la leadership scolastica deve essere in grado di integrare competenze amministrative, capacità organizzative e visione educativa, in un contesto caratterizzato da riforme normative, innovazioni tecnologiche e nuove esigenze sociali.

Intelligenza artificiale e intelligenza emotiva

Dopo un momento di networking tra i partecipanti, il programma è proseguito con alcuni interventi tematici dedicati alle nuove sfide della scuola.

Lo psicologo e formatore Stefano Centonze ha affrontato il tema dell’intelligenza emotiva a scuola, analizzandone le motivazioni pedagogiche, il quadro normativo e le prospettive di sviluppo nel sistema educativo.

A seguire, la psicologa e HR Manager Marta Francesca Manfreda ha proposto una riflessione sul ruolo della scuola come presidio di intelligenza emotiva in una società caratterizzata da crescenti fragilità relazionali e da fenomeni di disorientamento sociale.

Dal confronto è emersa con forza l’esigenza di integrare competenze cognitive, competenze digitali e capacità relazionali nella formazione delle nuove generazioni.

Le conclusioni: tecnologia e umanità nella scuola del futuro

Le conclusioni dei lavori sono state affidate al professor Severino Nappi, ordinario di diritto del lavoro, che ha proposto una sintesi delle questioni emerse durante il convegno, soffermandosi sulle implicazioni giuridiche e istituzionali delle trasformazioni in corso nel sistema educativo.

Nel dibattito finale è stata sollevata anche una riflessione di carattere politico-istituzionale: come garantire che l’innovazione tecnologica, a partire dall’intelligenza artificiale, non accentui le disuguaglianze tra scuole e territori ma contribuisca invece a realizzare il principio di pari opportunità sancito dall’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Nel mio intervento conclusivo ho sottolineato come la scuola del futuro dovrà saper tenere insieme due dimensioni decisive: intelligenza artificiale e intelligenza emotiva. Se la tecnologia potrà supportare l’analisi dei dati e i processi decisionali, sarà la capacità umana di comprendere, motivare e costruire relazioni a determinare la qualità delle comunità educative.

Per questo il compito dei dirigenti scolastici non si limita alla gestione amministrativa delle istituzioni, ma si estende alla guida delle comunità educanti in un’epoca segnata da profondi cambiamenti sociali, tecnologici e culturali.

L’incontro promosso da F.A.R.O. Dirigenti si è dunque configurato come un’occasione di dialogo e riflessione sulla scuola che cambia, nella consapevolezza che il futuro del sistema educativo dipenderà anche dalla qualità della sua leadership.

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