Genitori responsabili dei profili social dei figli: il Tribunale di Brescia fissa un precedente

I genitori devono controllare i social dei figli per evitare responsabilità legali. Sentenze recenti chiariscono obblighi e doveri educativi.

31 marzo 2025 19:32
Genitori responsabili dei profili social dei figli: il Tribunale di Brescia fissa un precedente - profili social
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Il Tribunale di Brescia, con la sentenza n. 879 del 4 marzo, ha chiarito che i genitori devono monitorare i profili social dei figli minorenni, inclusi quelli falsi. Questa responsabilità diventa ancora più stringente quando i ragazzi mostrano fragilità o immaturità. Non basta chiedere le password o giustificarsi con la mancanza di competenze informatiche: i genitori devono accertarsi che i minori non eludano il controllo creando account alternativi.

Cyberbullismo: una condanna per i genitori

Un caso specifico ha portato alla condanna di una famiglia al pagamento di 15mila euro per i danni causati dalla figlia, studentessa con lieve ritardo intellettivo. La ragazza aveva creato diversi profili falsi per perseguitare una compagna di classe, diffondendo insulti e immagini pornografiche modificate con software di fotoritocco. Questo episodio rientra nel concetto di "culpa in educando", sancito dall'art. 2048 del Codice Civile, che impone ai genitori il dovere di educare e vigilare sui figli.

La giurisprudenza rafforza il dovere di vigilanza

Diverse sentenze hanno ribadito l'importanza della supervisione digitale da parte dei genitori. Il Tribunale di Caltanissetta, in un caso di stalking scolastico via WhatsApp, ha evidenziato la necessità di un'educazione adeguata per prevenire condotte dannose. I giudici hanno richiesto anche l'intervento dei servizi sociali per correggere la mancanza di controllo da parte della famiglia.

Educazione digitale: un dovere imprescindibile

Il Tribunale di Parma, con la sentenza del 5 agosto 2020, ha ribadito che l'educazione digitale rientra tra le responsabilità genitoriali. Ha sottolineato l'importanza di una supervisione costante sui dispositivi elettronici, introducendo filtri adeguati per limitare l'accesso a contenuti inappropriati. Secondo i giudici, il controllo deve riguardare sia la quantità che la qualità del tempo trascorso online dai minori.

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