Giustizia sociale e digitale: CNDDU lancia la campagna #ScuolainRete
Il CNDDU lancia un progetto educativo per ridurre il divario digitale e promuovere la giustizia sociale nelle scuole italiane.
In occasione del 20 febbraio, il CNDDU evidenzia la centralità della giustizia sociale come pilastro democratico essenziale. Con la nuova campagna #ScuolainRete, l'obiettivo è colmare il divario digitale e garantire un'educazione inclusiva per costruire un futuro equo e sostenibile.
Giustizia sociale e divario digitale: campagna nazionale per le scuole “#ScuolainRete”
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Internazionale della Giustizia Sociale (20 febbraio) istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/62/10 del 26 novembre 2007, richiama l’attenzione della comunità educante e delle istituzioni sulla centralità della giustizia sociale quale principio strutturale dell’ordinamento democratico, in coerenza con gli obiettivi e le priorità delle Nazioni Unite.
Le Nazioni Unite hanno più volte ribadito che sviluppo, pace e diritti umani costituiscono dimensioni interdipendenti e indivisibili. In tale prospettiva, la giustizia sociale non è soltanto un obiettivo etico, ma una condizione necessaria per la stabilità delle società e per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’impegno internazionale richiama gli Stati a promuovere lavoro dignitoso, riduzione delle disuguaglianze, accesso equo all’istruzione e piena partecipazione alla vita economica e sociale. A livello globale, oltre 6 miliardi di persone – circa il 74% della popolazione mondiale – utilizzano Internet, mentre circa 2,2 miliardi restano ancora escluse dalla rete, con percentuali di accesso che nei Paesi a basso reddito non superano il 23%. Questo divario digitale rappresenta una nuova forma di diseguaglianza strutturale che incide sull’effettività dei diritti fondamentali, ampliando la distanza tra inclusione e marginalità.
In Italia, nel 2026, oltre il 94% delle famiglie dispone di una connessione Internet domestica; tuttavia, solo poco più del 54% della popolazione possiede competenze digitali almeno di base, con marcate differenze territoriali e generazionali. Tali dati impongono una lettura giuridicamente orientata: l’accesso formale alle infrastrutture non coincide con l’effettiva capacità di esercitare diritti e partecipare pienamente alla vita democratica.
La giustizia sociale deve dunque essere interpretata come principio regolatore preventivo, in linea con l’approccio promosso dalle Nazioni Unite, capace di orientare le politiche pubbliche verso la rimozione degli ostacoli che limitano l’eguaglianza sostanziale, così come previsto dall’articolo 3 della Costituzione italiana. L’analfabetismo digitale funzionale e la fragilità informativa rappresentano oggi fattori di esclusione che investono direttamente il sistema educativo.
In coerenza con gli indirizzi internazionali e con la missione educativa della scuola italiana, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani promuove per il 2026 una campagna mediatica nazionale rivolta alle istituzioni scolastiche dal titolo: “#Scuola in Rete”
Un titolo essenziale e immediato che intende affermare il ruolo della scuola quale spazio privilegiato di attuazione dei principi di giustizia sociale nell’era digitale.
“#ScuolainRete” si inserisce idealmente nel solco delle priorità delle Nazioni Unite, ponendo al centro l’educazione come leva strategica per ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità. La campagna mira a promuovere una cittadinanza digitale critica, capace di integrare competenze tecnologiche e consapevolezza giuridica, affinché studenti e docenti possano comprendere le implicazioni normative dell’uso degli algoritmi, della protezione dei dati personali e delle nuove forme di lavoro digitale.
La Giornata Internazionale della Giustizia Sociale 2026 rappresenta dunque un’occasione per ribadire che l’educazione è lo strumento primario attraverso cui si realizza l’eguaglianza sostanziale. Senza competenze digitali diffuse e consapevoli non vi è piena partecipazione; senza tutela dei diritti nell’ambiente tecnologico non vi è democrazia effettiva; senza scuola non vi è sviluppo sostenibile.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova il proprio impegno a tradurre, nel contesto scolastico italiano, i principi promossi dalle Nazioni Unite, affinché la giustizia sociale non resti enunciazione programmatica, ma divenga pratica educativa quotidiana e fondamento concreto della convivenza democratica.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU