I pericoli del tablet per lo sviluppo dei bambini piccoli: il parere di Luigi Gallimberti

L'esperto Luigi Gallimberti mette in guardia sugli effetti dei tablet nei primi tre anni di vita per evitare danni permanenti.

08 aprile 2026 15:00
I pericoli del tablet per lo sviluppo dei bambini piccoli: il parere di Luigi Gallimberti -
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L'utilizzo precoce del tablet rappresenta una minaccia concreta per il corretto sviluppo cognitivo dei più piccoli. Secondo il tossicologo Luigi Gallimberti, fornire questi dispositivi ai bambini di un anno produce un impatto neurologico paragonabile a quello di una sostanza stupefacente.

L'impatto del tablet sulla crescita dei più piccoli

Il medico e psichiatra Luigi Gallimberti ha recentemente evidenziato come l’interazione tra neonati e dispositivi digitali possa generare conseguenze mediche allarmanti. La prospettiva clinica suggerisce che l’uso di schermi in età tenerissima non sia un semplice passatempo, ma un’azione con implicazioni biologiche profonde.

Secondo l'esperto, è necessario adottare un approccio rigoroso:

  • Astenersi dall'uso di ogni schermo nei primi mille giorni di vita.

  • Monitorare costantemente l'esposizione ai media digitali.

  • Privilegiare interazioni umane e stimoli analogici per la crescita.

Gli effetti neurologici simili alla morfina

Il paragone utilizzato per descrivere l’azione del tablet sul cervello di un bambino di dodici mesi è estremamente severo: lo strumento agirebbe in modo analogo alla morfina. Questa stimolazione digitale provocherebbe una sorta di anestesia cerebrale, interferendo con i naturali processi di maturazione. Per tale motivo, la consulenza clinica raccomanda l’astensione totale per tutelare i circuiti neurali ancora fragili.

Il limite dei tre anni per lo sviluppo cognitivo

La soglia critica individuata per garantire l’integrità dello sviluppo cognitivo è fissata al compimento del terzo anno di età. Fino a quel momento, gli strumenti elettronici dovrebbero restare esclusi dalla quotidianità. Secondo le conclusioni di Gallimberti, ignorare questo limite temporale espone i minori a compromissioni funzionali che lo specialista definisce come autentici disastri neurologici.

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