Il ruolo del vicario del DS, Ancodis: Trento vs concorso nazionale

Analisi ANCODIS sul bando di concorso per DS a Trento: riconosciuto il punteggio per il vicario, figura ignorata a livello nazionale.

A cura di Scuolalink Scuolalink
12 febbraio 2026 14:15
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Il recente bando della Provincia di Trento per dirigenti scolastici segna una svolta, valorizzando l'esperienza del vicario e richiedendo 7 anni di servizio. ANCODIS sottolinea come questa scelta riconosca la complessità della scuola autonoma, evidenziando la necessità di colmare il vuoto normativo nazionale sul middle management.

ANCODIS: un DS, due bandi (a confronto) e il vicario…immaginario!

E’ in corso la procedura concorsuale indetta dalla Provincia autonoma di Trento per la selezione di 20 dirigenti scolastici.

Dai requisiti di accesso e dai titoli professionali valutati si rileva una significativa differenza con l’ultimo concorso nazionale indetto dal MIM.

In particolare, riteniamo di evidenziare tre aspetti sostanziali che riconoscono l’importanza della funzione dirigenziale unitamente alla complessa realtà della scuola autonoma.

1)   In merito ai requisiti di accesso, si pone attenzione all’esperienza di insegnamento che deve essere di almeno 7 anni scolastici validi ai fini concorsuali.     Nell’ultimo concorso nazionale gli anni previsti erano soltanto 5 (ruolo e preruolo).

2)   La Provincia autonoma di Trento riconosce formalmente la figura del collaboratore del dirigente scolastico con funzione di “vicario” che né il legislatore nazionale né le OO.SS. vogliono formalizzare nel sistema scolastico italiano pur non potendone nessuno delle parti negare la presenza informale in ogni scuola autonoma.

3)   Per questo incarico, il bando trentino prevede nella tabella TITOLI DI SERVIZIO E PROFESSIONALI per il collaboratore del dirigente scolastico-vicario un punteggio di 3.4 punti per ciascun anno fino ad un massimo di 13 punti.

Proviamo a fare un sereno ragionamento!

In Trentino per accedere alla funzione dirigenziale occorre una consolidata esperienza sul campo dell’insegnamento di almeno 7 anni proprio perchè la funzione non può prescindere dall’insegnamento.

Tra i titoli di servizio e professionali viene riconosciuta l’esperienza professionale del collaboratore del dirigente scolastico che si fa carico di assumere la funzione vicaria con 3.4 punti per anno scolastico!

Vorrà dire che nella scuola del Trentino esiste il vicario del ds e il suo lavoro merita uno specifico punteggio per l’accesso alla carriera dirigenziale.

E qui si arriva al nodo: tutti ma proprio tutti parlano di complessità della scuola autonoma, di incombenze stratificate nel tempo e di recente introduzione, di azioni progettuali nazionali e di matrice europea, di emergenza educativa, di processi inclusivi, di valutazione e autovalutazione di sistema, di conoscenza dei processi decisionali e delle piattaforme ministeriali, delle problematiche connesse ai temi della sicurezza, della complessità delle relazioni interne ed esterne, della connessione con il territorio e con tutti i suoi protagonisti e nessuno che parla di NECESSITÀ di prevedere il vicario e le figure di sistema pienamente strutturate nel sistema scolastico italiano.

Chi conosce la scuola – quella reale però - sa bene che si tratta di risorse umane e professionali delle quali la scuola – non il ds! – ha bisogno, per le quali occorre procedere e investire nei percorsi di formazione, per i quali l’esperienza concreta sul campo deve essere valutata e riconosciuta formalmente in una nuova moderna articolazione della funzione docente.

La mancata definizione del collaboratore vicario e delle figure di sistema è in contrasto con il quadro legislativo ed il contesto di riferimento di cui al comma 16 dell’art.21 della L.15 marzo 1997 n.59, che prevedeva unitamente al conferimento della qualifica dirigenziale l’articolazione e l’individuazione di nuove figure professionali del personale docente connesse al funzionamento organizzativo e didattico della scuola.

Per queste ragioni la governance scolastica – oltre ad avere bisogno di bravi e competenti dirigenti scolastici e di Direttori SGA - necessità di un vicario e di un formale middle management, oggi più che mai protagonisti – e non comparse! - della progettazione e realizzazione del PTOF nella quotidiana azione educativa, didattica ed organizzativa in ciascuna scuola. E, purtroppo, nessun accenno a tale figura è previsto nel contratto della Dirigenza scolastica neppure quando si richiama il “diritto alla disconnessione”.

Quindi, è quanto mai opportuno ed urgente che il Ministro intervenga a colmare questo vulnus giuridico, sollevando un’intera categoria professionale dalla formale INESISTENZA nella quale è attualmente confinato, che deprime l’entusiasmo, non incentiva alla professionalità e umilia il lavoro di migliaia di docenti.

La scuola dell’autonomia reale ha la necessità di strutturare una nuova articolazione delle funzione docente, pienamente integrata nel CCNL, nella quale il vicario è senza dubbio la più articolata e complessa, in relazione ai compiti ed alle funzioni da attribuire di natura organizzativa, gestionale e di coordinamento didattico.

L’istituzione del vicario, oltre che inserita nel più ampio contesto di un rinnovamento di tutta la Pubblica Amministrazione, sarebbe un riconoscimento dell’ingente e silenzioso lavoro che molti docenti da anni, “volontariamente e sine die”, svolgono in favore delle loro comunità scolastiche.

In questo senso il Trentino ha fatto un significativo passo in avanti!

Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS

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