Il valore di Aldo Moro nella memoria collettiva italiana: comunicato stampa CNDDU

Il CNDDU celebra la figura di Aldo Moro evidenziando l’importanza del dialogo e della formazione civica nelle scuole di tutta la nazione.

A cura di Redazione Redazione
08 maggio 2026 17:00
Il valore di Aldo Moro nella memoria collettiva italiana: comunicato stampa CNDDU - Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
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Il ricordo di Aldo Moro continua a essere un punto di riferimento per la democrazia italiana. In un'epoca segnata da tensioni, il CNDDU propone di riscoprire il pensiero di un uomo che ha posto i diritti umani al centro del proprio operato politico e istituzionale quotidiano.

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della commemorazione di Aldo Moro, intende ricordare non soltanto lo statista assassinato il 9 maggio 1978, ma il giurista, il docente e l’intellettuale che fece del dialogo, della mediazione e della centralità della persona il cuore della propria visione politica e culturale.

Aldo Moro attraversò da protagonista alcune delle stagioni più decisive della storia repubblicana: fu membro dell’Assemblea Costituente, più volte Ministro e Presidente del Consiglio, promotore del centro-sinistra e della solidarietà nazionale. La sua azione politica fu sempre guidata dalla convinzione che la democrazia dovesse includere, ascoltare e costruire ponti, mai alimentare contrapposizioni insanabili.

Il rapimento del 16 marzo 1978 e l’assassinio del 9 maggio successivo per mano delle Brigate Rosse rappresentano una delle pagine più drammatiche della Repubblica italiana. Con Moro furono colpiti anche gli uomini della sua scorta — Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi — servitori dello Stato che pagarono con la vita il loro senso del dovere.

Durante i cinquantacinque giorni della prigionia, Moro scrisse numerose lettere indirizzate ai familiari, agli amici politici e ai vertici istituzionali del Paese. Quelle pagine, ancora oggi di straordinaria intensità umana e politica, costituiscono una testimonianza profonda della solitudine dello statista e della sua lucidità morale. In esse emerge un uomo che, pur nella sofferenza estrema, continua a interrogarsi sul valore dello Stato, sul significato della responsabilità politica e sulla dignità della persona umana.

Le lettere dalla prigionia e il cosiddetto Memoriale Moro non rappresentano soltanto documenti storici: sono una riflessione viva sulla fragilità della democrazia, sui limiti del potere e sulla necessità di preservare sempre il primato dell’umanità rispetto alla logica dello scontro ideologico. Moro rivendicava una politica capace di comprendere la complessità del reale e di evitare le derive dell’estremismo e della disumanizzazione dell’avversario.

Per la scuola italiana, la figura di Aldo Moro conserva un valore esemplare. Da Ministro della Pubblica Istruzione introdusse l’educazione civica nelle scuole, intuendo con lungimiranza che la democrazia non può sopravvivere senza formazione culturale, partecipazione consapevole e coscienza critica. La sua idea di educazione era strettamente connessa alla promozione della persona, al rispetto dei diritti e alla costruzione di una cittadinanza responsabile.

Anche il suo pensiero giuridico e filosofico mantiene una sorprendente attualità. Moro considerava la persona titolare di una dignità originaria che nessuna istituzione può comprimere. La sua riflessione sul diritto, sulla funzione rieducativa della pena, sul pluralismo e sulla laicità dello Stato continua a offrire strumenti preziosi per affrontare le sfide del presente: la crisi della partecipazione democratica, la radicalizzazione del linguaggio pubblico, il diffondersi dell’odio e dell’intolleranza.

Ricordare Aldo Moro significa dunque educare le nuove generazioni al valore del confronto democratico, alla cultura della pace, alla responsabilità delle istituzioni e alla tutela dei diritti umani. Significa anche trasmettere la consapevolezza che la libertà e la democrazia non siano conquiste definitive, ma patrimoni da custodire quotidianamente attraverso il dialogo, la memoria e l’impegno civile.

Per questa ragione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone alle scuole un percorso didattico innovativo centrato non soltanto sulla ricostruzione storica del caso Moro, ma sull’educazione all’ascolto delle parole delle vittime e dei protagonisti della storia repubblicana. Troppo spesso le commemorazioni scolastiche dedicate alle vittime del terrorismo e delle mafie si limitano a una narrazione cronologica degli eventi o a momenti celebrativi affidati alla retorica della memoria. La proposta del Coordinamento intende invece trasformare gli studenti in “custodi critici delle testimonianze”, chiamandoli a confrontarsi direttamente con lettere, discorsi, appunti, testimonianze familiari e testi pubblici, per cogliere il valore umano, etico e civile delle parole scritte nei momenti più drammatici della storia italiana.

Nel caso di Aldo Moro, le lettere dalla prigionia e il Memoriale rappresentano uno straordinario laboratorio pedagogico ed emotivo: non semplici documenti storici, ma strumenti attraverso cui gli studenti possono interrogarsi sul rapporto tra coscienza individuale e ragion di Stato, tra dignità della persona e violenza ideologica, tra linguaggio politico e responsabilità morale. L’obiettivo non è soltanto “ricordare” Moro, ma educare i giovani a riconoscere i segnali della disumanizzazione nel linguaggio pubblico contemporaneo, sviluppando empatia civile, capacità argomentativa e pensiero democratico.

Il CNDDU suggerisce inoltre di concludere il percorso con la realizzazione di una “mappa delle parole salvate”, costruita dagli studenti attraverso la selezione di frasi, riflessioni e testimonianze capaci ancora oggi di parlare al presente. Non una semplice raccolta commemorativa, ma un archivio vivente della coscienza democratica, nel quale la memoria diventi esperienza attiva di cittadinanza.

Nel “Giorno della memoria” dedicato a tutte le vittime del terrorismo, il messaggio di Aldo Moro continua così a interpellare il nostro tempo: una democrazia è davvero forte soltanto quando riesce a educare le nuove generazioni non all’odio o alla contrapposizione, ma alla complessità, al dialogo e al riconoscimento profondo della dignità umana.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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