Immagine di Salvini bruciata alla Sapienza di Roma dal collettivo Cambiare rotta: il ministro chiede una ferma condanna

L'immagine di Salvini bruciata in ateneo dal collettivo Cambiare rotta accende lo scontro tra vicepremier e Valditara

10 giugno 2026 08:07
Immagine di Salvini bruciata alla Sapienza di Roma dal collettivo Cambiare rotta: il ministro chiede una ferma condanna - Matteo Salvini
Matteo Salvini
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L'immagine di Salvini bruciata in un ateneo romano riporta al centro del dibattito il tema della tolleranza nelle università. La mattina di martedì 9 giugno, all'Università La Sapienza di Roma, il collettivo Cambiare rotta ha dato fuoco a una fotografia del vicepremier e leader della Lega. Il gesto ha provocato reazioni immediate dal mondo politico e istituzionale.

Cosa è successo alla Sapienza

Martedì 9 giugno, durante la mattinata, il collettivo studentesco Cambiare rotta ha bruciato una foto di Matteo Salvini dentro l'Università La Sapienza di Roma. La fotografia ritraeva il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e segretario della Lega. L'episodio, avvenuto in uno degli atenei più grandi d'Italia, ha subito alimentato un acceso confronto sul clima nelle aule universitarie. Immagini e testimonianze del rogo hanno fatto in fretta il giro dei social, amplificando le polemiche.

La reazione del vicepremier

Il diretto interessato non ha tardato a replicare. Matteo Salvini ha commentato l'accaduto con toni netti, respingendo ogni tentativo di intimidazione. Queste le sue parole: «C'è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l'insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente. E questi sarebbero i 'tolleranti' e 'accoglienti'? Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione». Il vicepremier ha così rilanciato la propria sfida politica.

La condanna del ministro Valditara

Anche il governo ha preso posizione. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso «Solidarietà e vicinanza a Matteo Salvini», definendo l'episodio «un vile gesto compiuto oggi alla Sapienza: bruciare l'immagine di un esponente politico è un atto di intolleranza che nulla ha a che vedere con il confronto democratico». Il titolare del Mim ha aggiunto: «Chi alimenta l'odio e la delegittimazione dell'avversario avvelena il dibattito pubblico e tradisce i valori di rispetto e libertà sui quali si fonda la nostra democrazia. Auspico che vi sia ferma condanna per quanto avvenuto da parte anche delle opposizioni».

Il precedente di Torino

Non si tratta del primo caso del genere. Un episodio simile era già accaduto il 29 novembre 2024 a Torino, quando al termine di un corteo di ProPal, centri sociali e studenti era stata data alle fiamme un'immagine del leader della Lega. Il ripetersi di questi gesti riporta l'attenzione sul tema della violenza simbolica nella protesta politica e sul confine tra dissenso e aggressione verbale verso gli avversari. Per molti osservatori il fenomeno meriterebbe una risposta chiara da tutto l'arco parlamentare, al di là delle appartenenze.

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