Incendio doloso al liceo Pesenti di Cascina in provincia di Pisa: la denuncia del CNDDU
L'emergenza vandalismi scuole a Cascina spinge il CNDDU a richiedere una nuova alleanza educativa per proteggere l'istruzione pubblica.
L'emergenza vandalismi scuole si manifesta con gravità nel recente rogo al liceo Pesenti. Questo evento impone una consapevolezza collettiva sulla tutela degli spazi educativi. È fondamentale promuovere una cultura civica che contrasti il degrado e valorizzi il ruolo della scuola pubblica come pilastro della società.
Incendio doloso al liceo Pesenti di Cascina in provincia di Pisa: il CNDDU denuncia la crescente emergenza vandalismi nelle scuole italiane e richiama l’urgenza di una nuova alleanza educativa
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per il grave episodio di vandalismo e incendio doloso verificatosi presso il liceo Pesenti di Cascina in provincia di Pisa, un fatto che colpisce non soltanto una struttura scolastica, ma l’intera comunità educante e il valore stesso dell’istruzione pubblica quale presidio democratico, civile e culturale.
L’incendio appiccato nei locali seminterrati dell’istituto, fortunatamente contenuto grazie al tempestivo intervento dei soccorsi, ha comunque provocato danni strutturali e disagi organizzativi, imponendo verifiche tecniche, trasferimenti di classi e ulteriori costi economici che inevitabilmente sottraggono risorse a interventi destinati agli studenti, alla sicurezza e al miglioramento dell’offerta formativa.
Quanto accaduto assume una gravità ancora maggiore alla luce del ripetersi, negli ultimi anni, di episodi di vandalismo, intrusioni e danneggiamenti che hanno trasformato un luogo deputato alla crescita culturale e umana in un bersaglio ricorrente di azioni distruttive. Non si tratta di semplici atti di inciviltà né di “ragazzate” prive di significato sociale: colpire una scuola significa colpire il diritto allo studio, la serenità degli studenti, il lavoro quotidiano del personale scolastico e il principio costituzionale secondo cui l’istruzione rappresenta uno strumento essenziale di emancipazione, inclusione e partecipazione democratica.
Il Coordinamento ritiene necessario evitare letture superficiali o esclusivamente emergenziali del fenomeno. Dietro questi gesti si intravedono spesso forme profonde di disagio sociale, impoverimento culturale, fragilità relazionali e perdita progressiva del senso del bene comune. La scuola, oggi più che mai, riflette le tensioni della società contemporanea: la crescente aggressività nei linguaggi, la normalizzazione della violenza simbolica, l’indebolimento dei legami educativi, la difficoltà di molti giovani nel riconoscere il valore degli spazi condivisi e delle istituzioni democratiche.
Preoccupa in particolare il fatto che alcuni edifici scolastici vengano percepiti non come luoghi di appartenenza e crescita, ma come spazi anonimi, privi di identità collettiva, verso i quali si sviluppano indifferenza o ostilità. Quando viene meno il senso della comunità educativa, il patrimonio pubblico rischia di apparire distante, impersonale, quasi estraneo. In questa frattura culturale si inseriscono comportamenti distruttivi che non producono soltanto danni materiali, ma alimentano un clima di sfiducia e insicurezza che ricade soprattutto sugli studenti.
È necessario interrogarsi anche sul modello sociale e comunicativo che circonda le nuove generazioni. Viviamo in un tempo caratterizzato da forti contraddizioni: da un lato si invoca la centralità della scuola, dall’altro si diffonde spesso una narrazione che svaluta il sapere, delegittima il ruolo educativo e riduce gli spazi pubblici a realtà prive di significato etico. La cultura dell’immediatezza, dell’esibizione e della deresponsabilizzazione rischia di indebolire la percezione delle conseguenze delle proprie azioni. Un atto vandalico contro una scuola non è mai un gesto isolato: è il sintomo di una crisi educativa che coinvolge l’intero tessuto sociale.
Per questa ragione il Coordinamento sottolinea l’urgenza di investire non soltanto in sistemi di sicurezza e controllo, necessari ma non sufficienti, bensì in una più ampia strategia educativa fondata sulla cultura dei diritti umani, della cittadinanza attiva e della corresponsabilità. Occorre restituire ai giovani il senso concreto del bene comune, educare alla cura degli spazi pubblici, promuovere pratiche di partecipazione democratica e rafforzare il dialogo tra scuola, famiglie, istituzioni e territorio.
La prevenzione del vandalismo passa anche attraverso una scuola maggiormente vissuta, aperta, inclusiva, capace di creare appartenenza e relazioni significative. Gli studenti devono poter percepire gli ambienti scolastici come luoghi da custodire e rispettare, perché parte integrante della propria identità civile e del proprio percorso umano. In questo senso, l’educazione ai diritti umani assume un ruolo decisivo: insegnare il rispetto della dignità delle persone significa anche educare al rispetto dei luoghi della collettività, della memoria sociale e delle opportunità condivise.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime piena solidarietà agli studenti, ai docenti, al dirigente scolastico, al personale ATA e alle famiglie del liceo Pesenti, auspicando che da questo episodio possa nascere una riflessione nazionale più ampia sulla necessità di difendere la scuola pubblica non soltanto attraverso interventi repressivi, ma mediante una rinnovata alleanza educativa tra istituzioni, famiglie e società civile.
Difendere la scuola significa difendere la democrazia, la convivenza civile e il futuro delle nuove generazioni.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU