Incontro ANDU con Mancini: novità su concorsi e Medicina, comunicato stampa
Un'analisi dettagliata dell'incontro ANDU con Mancini sulle riforme del reclutamento, la gestione del CUN e l'accesso a Medicina.
L'incontro ANDU con Mancini del 30 aprile 2026 ha segnato un momento di confronto critico sulle riforme universitarie. Al centro del dibattito vi sono il reclutamento dei docenti e le nuove modalità per Medicina, con l'obiettivo di garantire trasparenza e merito nel sistema accademico.
Incontro ANDU con Mancini. Novità su Concorsi, CUN, Medicina
Le considerazioni e le richieste dell’ANDU nell’incontro del 30 aprile 2026 con Marco Mancini, Segretario Generale del MUR.
Il 30 aprile 2026 una delegazione dell’ANDU, composta da Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale, ha nuovamente incontrato il Segretario Generale del MUR, prof. Marco Mancini.
I precedenti incontri si sono tenuti il 18 dicembre 2025 (v. resoconto) e il 19 febbraio 2026 (v. resoconto).
Il nuovo incontro è stato richiesto dall’ANDU alla luce delle recenti novità riguardanti il DDL sui concorsi, la ‘riforma' del CUN e le iniziative ministeriali relative al semestre filtro a Medicina.
Su queste questioni l’ANDU ha avanzato le proprie considerazioni e le proprie richieste.
1. Sulla ‘sospensione’ dell’iter del DDL sui concorsi universitari
a. L’«estremo appello» di AVS, IV, M5S e PD
Il 15 aprile 2026, nella Commissione Cultura della Camera, poco prima dell’esame degli emendamenti nella al Disegno di legge 2735 sui concorsi universitari, già approvato al Senato, i Responsabili per il settore universitario di AVS, IV, M5S e PD hanno criticato il DDL in particolare per il fatto che esso «abolisce del tutto l’abilitazione nazionale», precisando che «non chiediamo di introdurre ora il concorso nazionale, che è la proposta di prospettiva sulla quale convergono le forze di opposizione». Gli stessi Responsabili hanno quindi rivolto «un estremo appello alla ministra Bernini e alle forze di maggioranza a riaprire un confronto» (v. comunicato).
b. Il ministro Bernini ha accolto l’Appello
Il ministro Anna Maria Bernini ha accolto «con favore l’invito delle opposizioni ad aprire un confronto sulla riforma del reclutamento. Organizzeremo a breve un incontro strutturato: il sistema universitario italiano è un patrimonio comune e ogni intervento va costruito con attenzione e responsabilità» e ha aggiunto che «l’obiettivo del Ministero è chiaro: rendere il reclutamento più efficace, valorizzare il merito e offrire maggiori opportunità ai giovani ricercatori».
Un primo confronto tra Ministero e Partiti si è già svolto alla Camera (v. nota 1).
c. L’Appello dell’ANDU al Ministero, a tutti i Partiti e all’Università
Il confronto sul DDL non deve rimanere tra Ministero e Partiti, ma deve coinvolgere tutta la comunità universitaria, a meno che non si voglia che anche questa volta il Parlamento registri le ‘indicazioni’ di quella lobby accademica che da decenni porta avanti lo smantellamento dell’Università statale, con la messa in scena del finto e propagandistico scontro tra maggioranza e opposizione.
Nel caso del DDL sui concorsi, va ricordato ciò che tutti sanno: con esso si mantiene la cooptazione personale (v. il documento Università. Alla Camera DDL sui finti concorsi).
Ma la critica all’attuale DDL da parte della lobby accademica non punta certo alla cancellazione del ‘potere assoluto’ degli ordinari (la gestione personale della formazione del reclutamento e della carriera del proprio allievo), ma si preoccupa di salvaguardare il potere di ‘regolare’ nazionalmente, per quanto possibile, i passaggi ad associato e a ordinario (i vedovi delle ASN). Un obiettivo questo che l’’alta accademia’ persegue anche con la forte richiesta di ‘qualificare’ la composizione delle commissioni locali, previste attualmente dal DDL, con la votazione dei componenti della lista dei professori sorteggiabili.
A questo stato delle cose non vi è che una soluzione veramente alternativa al localismo di cui fintamente ci si lamenta: introdurre ora i concorsi veramente ed esclusivamente nazionali, con il sorteggio ‘puro’ delle commissioni, senza ritornare però alla situazione pre-Berlinguer (sorteggio con votazione o viceversa).
L’ANDU, che vuole i concorsi nazionali in alternativa alla cooptazione personale comunque camuffata, ha da anni una chiara e dettagliata proposta che si invita tutti a considerare (nota 2).
La discussione sulle modalità concorsuali non può non intrecciarsi fortemente con quella sull’assetto della formazione, del reclutamento e della carriera della docenza universitaria: vero pre-ruolo e vero docente unico.
In questa direzione si invitano tutti a considerare quanto proposto dettagliatamente dall’ANDU a riguardo di tutti i principali problemi dell’Università.
Più in generale, si invita tutti a occuparsi di ciò sta succedendo sull’Università per contrastare quanto di peggiorativo si sta imponendo, proponendo un’alternativa alla pessima situazione attuale dell’Università italiana.
Per questo è necessario abbandonare ogni logica di appartenenza e di difesa di interessi corporativi o sub-corporativi.
Nota 1. È probabile una modifica alla Camera del DDL (che dovrà quindi tornare al Senato) e, allo stato attuale, sembra prospettarsi una soluzione alle questioni inerenti al destino degli abilitati, conservando a loro beneficio le procedure valutative (proroga dell'Art. 24, comma 6, della Legge 240/10), e agli RTDb non ancora abilitati.
Nota 2. Va ricordato che sono proprio i dettagli ad essere sempre stati, ‘giustamente’, a cuore all’accademia che conta e che perciò sono stati sempre al centro delle innumerevoli discussioni parlamentari, dalla Legge Casati in poi sui meccanismi concorsuali.
2. Il CUN rimane NON rappresentativo del Sistema nazionale universitario (testo DDL)
Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge che ‘riforma’ l’attuale CUN.
Per questo ‘nuovo’ CUN, come per quello attuale, è valida la valutazione data nel 2004 dalla TreeLLLe, una lobby trasversale accademico-confindustriale, a commento della riforma-svuotamento di questo Organismo:
«Comunque lo si consideri, il CUN è la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e sottocorporazioni accademiche (sic!), secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi».
Insomma, un Organismo per NON rappresentare il Sistema nazionale universitario, lasciando alla CRUI il compito di farlo.
Marco Mancini ha sottolineato che il provvedimento è un Disegno di Legge e non un Decreto Legislativo e perciò potrebbe subire modifiche nel corso dell’iter parlamentare.
Nel merito l’ANDU ha osservato che nel ‘nuovo’ CUN, ora composto da 34 membri e non più da 58, il peso degli ordinari aumenta dal 29 % al 41 %, quello degli studenti diminuisce dal 13 % all’8 %, mentre gli associati diminuiscono di fatto la loro rappresentanza (nota).
Marco Mancini ha precisato che l’aumento del peso degli ordinari non era l’obiettivo di questo provvedimento, ma piuttosto l'obiettivo era la semplificazione dell’Organismo. In ogni caso, ha aggiunto, la cancellazione dei 3 membri della CRUI e del Presidente dell’Intercollegio ha comportato anche in tal caso un alleggerimento del numero precedente degli ordinari. In tutti i casi, oltre ai 3 studenti eletti, la norma prevede anche l’invito del Presidente del CNSU (ma senza diritto di voto).
L’ANDU ha aggiunto che, nella stessa logica gerarchica, si conferma nel 'nuovo' CUN la separazione per categorie nell’elezione dei docenti, invece di prevedere un elettorato attivo e passivo comune. Una modalità elettiva quest’ultima che Mancini, tuttavia, ritiene vada nella direzione del docente unico.
L’ANDU ha sottolineato che anche il mantenimento dei Collegi di disciplina locali va nella direzione di salvaguardare il ruolo ‘supremo’ degli ordinari attraverso il potere assoluto del Rettore e mediante la composizione e il funzionamento dei Collegi stessi. Una concezione della giustizia accademica che dovrebbe fare inorridire tutti e, in particolare, i giuristi.
L’ANDU ha ribadito la necessità di introdurre un nuovo Organismo nazionale veramente rappresentativo del Sistema universitario e alternativo al ruolo improprio e negativo della CRUI. Un Organismo con una composizione non corporativa e non squilibrata (le mantenute 14 aree numericamente molto disomogenee), con il compito di coordinamento e di iniziativa, capace di difendere l’autonomia dell’Università dai poteri forti interni ed esterni.
Su tutto questo si invita leggere o a rileggere le posizioni organiche che l'ANDU ha elaborato da anni nel documento Ancora il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti.
Nota. In un articolo sul Manifesto del 10 settembre del 1986 (quarant'anni fa!) l’ANDU denunciava «un progetto di restaurazione» avente i «seguenti obiettivi: ricostituire un’università di élite attraverso il numero chiuso, l’introduzione di più livelli di titoli di studio e l’aumento delle tasse, accrescendo la differenza tra piccoli e grandi atenei e tra quelli del sud e quelli del nord». E ancora, tra gli obiettivi c’era quello di «ricostituire la gerarchia accademica, riconducendo la figura dell’associato a quella del vecchio assistente, reintroducendo il reclutamento precario, emarginando, con la messa ad esaurimento del loro ruolo, gli attuali ricercatori.» (v. l’articolo Numero chiuso, anatomia di un golpe sul Manifesto del 10 settembre 1986, riportato a pag. 2 di Università Democratica, settembre 1986, n. 25).
3. Ancora la follia del semestre filtro
Secondo Marco Mancini, il Semestre-filtro serve a chiarire immediatamente qual è il percorso che attende gli studenti, siano essi ammessi a Medicina oppure ai cosiddetti ‘corsi affini’; nei confronti delle prove, gli studenti sono maggiormente responsabilizzati, dovendo seguire dei corsi e successivamente esser valutati su quelli e solamente su quelli. e non su quiz arbitrari e spesso irrelati rispetto alle materie per l’accesso a Medicina.
Per ‘aggiustare’ il Semestre-filtro per l’accesso a Medicina, con Decreto del Segretario Generale, è stato attivato un “Tavolo tecnico” con la presenza di esponenti del Ministero, del CNSU e di vari Organismi, e la partecipazione di altri studenti. Il ‘Tavolo’, coordinato dal dirigente ministeriale dott. Alessio Pontillo, ha già cominciato a riunirsi.
Per l'ANDU, invece, il Semestre-filtro è inemendabile perché comunque produrrà – come ha già prodotto - effetti devastanti su decine di migliaia di studenti e sulle loro famiglie.
Contro ogni evidenza, si sta insistendo su un percorso che nessuno vuole e che, tra l’altro, incrementa i guadagni delle ‘industrie preparatorie’ che supportano a pagamento gli studenti nella preparazione dei corsi, oltre che dei ‘soliti’ test.
Si ricorda che tra gli effetti del Semestre-filtro si registrano anche: bassa qualità della didattica dei corsi in ingresso, estrema competizione e condizioni di forte stress degli studenti, perdita di fatto di un anno per i non ammessi, boom di iscrizioni in università private italiane ed estere.
V. il documento A Medicina mai più qualsiasi filtro.