Indennità scuola per i fuori sede: la proposta di Anief contro il caro vita al Nord
Il sindacato Anief propone un'indennità scuola per i lavoratori fuori sede, con sconti fiscali su affitti e trasporti contro il caro vita.
Tornano al centro del dibattito gli stipendi del comparto istruzione, ritenuti troppo bassi per reggere i costi della vita al Nord. La proposta di un'indennità scuola dedicata a chi lavora lontano da casa arriva dal sindacato Anief, che chiede detrazioni e aiuti concreti per fermare la fuga di docenti e personale Ata verso il Sud.
Stipendi fermi e affitti alle stelle
Il caso di Mauro, 34 anni, racconta bene il problema. Insegna grafica pubblicitaria e fotografia all'Ipsia Corni di Modena, dove è entrato in ruolo nel 2022. Arrivato da Grottaminarda, in provincia di Avellino, pensava di restare a lungo in Emilia. Poi i conti hanno smesso di tornare. Lo stipendio netto, anche dopo gli ultimi aumenti contrattuali, sfiora appena i 1.500 euro. L'affitto di un monolocale di 19 metri quadrati è salito a 700 euro al mese. Tra utenze, carburante e spesa, a fine mese non resta nulla. Così ha chiesto il trasferimento verso un comune del Salernitano, dove la vita costa meno: «Lo faccio davvero a malincuore – ammette – Spero sia solo temporaneo, in attesa di tempi migliori o di misure che ci vengano incontro».
Una indennità scuola per chi lavora fuori sede
A commentare la vicenda è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, da tempo favorevole a una specifica indennità di sede per chi lascia la propria regione. L'idea di un'indennità scuola punta a riconoscere i maggiori costi di chi vive lontano da casa. Le misure richieste toccano più fronti:
una specifica indennità per i lavoratori fuori sede;
detrazioni fiscali sugli alloggi;
detrazioni fiscali sui trasporti.
Resta sullo sfondo il nodo salariale, con stipendi più bassi di un terzo rispetto ai colleghi dei ministeri.
Le richieste di Anief al Governo
Le proposte di Anief guardano alla prossima legge di bilancio. Il sindacato chiede risorse mirate per il personale del comparto istruzione e ricerca, oltre a un intervento sui salari di tutti i dipendenti pubblici legato all'inflazione. Le cifre indicate sono due:
1,5 miliardi solo per il comparto istruzione e ricerca;
3 miliardi per adeguare gli stipendi pubblici al costo della vita.
Nelle parole del presidente: «Per queste ragioni, il sindacato Anief chiede misure urgenti per i lavoratori della scuola fuori sede, da una specifica indennità a detrazioni fiscali su alloggi e trasporti. Mentre rimane innegabile il problema salariale con stipendi più bassi di un terzo rispetto ai ministeriali. Su questo punto Anief chiede al Governo di stanziare 1,5 miliardi nella prossima legge di bilancio soltanto per il personale del comparto istruzione e ricerca, per aumentare ad esempio l'Indennità di sede disagiata bloccata da 25 anni e cominciare a ridurre il gap, oltre a stanziare 3 miliardi per aumentare i salari di tutti i dipendenti pubblici in base all'aumento del costo dell'inflazione registrata e rispetto agli accordi già definiti in Aran per il 2027».