Insegnanti fuori sede: la proposta di Valditara per creare alloggi negli istituti, sindacati su tutte le furie
Il Ministro rilancia il project financing e ipotizza alloggi integrati negli istituti per il personale fuorisede. Dura replica della Flc Cgil sul ruolo dei privati.
Durante il convegno dell'Ance, il Ministro Giuseppe Valditara ha proposto la creazione di foresterie nelle scuole per supportare docenti e ATA fuorisede contro il caro vita. Il piano punta su una forte sinergia con i capitali privati, scatenando però la ferma opposizione sindacale della Cgil.
Il piano per l'edilizia scolastica e il ruolo dei privati
L'intervento del titolare del Dicastero di Viale Trastevere, avvenuto oggi 12 febbraio presso la sede dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha tracciato una linea netta sulla futura gestione del patrimonio immobiliare scolastico. Al centro della visione ministeriale vi è il potenziamento del project financing, strumento ritenuto indispensabile per colmare il divario di investimenti tra l'Italia e i partner internazionali. Valditara ha evidenziato come, mentre nei paesi Ocse l'apporto di capitali privati nel settore istruzione si attesti mediamente al 2%, il nostro Paese resti fermo a un modesto 0,5%.
L'obiettivo dichiarato è quello di favorire un "drenaggio di risorse" verso la scuola pubblica, non perché manchino gli investimenti statali — la spesa per l'istruzione primaria e secondaria è in linea con la media europea — ma per accelerare i processi di ammodernamento. A tal fine, è stata istituita una direzione generale specifica presso il Mim dedicata al trasferimento tecnologico, concepita come ponte strategico tra le necessità didattiche e il mondo dell'impresa. Attualmente, su 40mila plessi scolastici, circa il 25% è già oggetto di interventi di riqualificazione grazie a uno stanziamento complessivo di 12 miliardi di euro, supportato da nuove norme di semplificazione per gli appalti.
La proposta: realizzare foresterie nelle scuole per il personale
Il passaggio più discusso dell'intervento riguarda una soluzione innovativa per contrastare le difficoltà economiche del personale scolastico costretto alla mobilità territoriale. La proposta lanciata dal Ministro è pragmatica quanto inedita: integrare nei nuovi progetti di edilizia scolastica delle foresterie nelle scuole dedicate all'alloggio di insegnanti e personale ATA. L'idea nasce dalla constatazione che i costi proibitivi degli affitti nelle grandi città scoraggiano spesso i professionisti dal presentare domanda di trasferimento o dall'accettare incarichi lontano da casa.
Per concretizzare questa ipotesi, Valditara ha annunciato l'avvio di un censimento puntuale per mappare le reali necessità abitative dei lavoratori fuori sede. Il passo successivo prevede l'apertura di un tavolo di confronto con le Regioni e le associazioni di categoria. Secondo la logica del Ministro, la collaborazione tra pubblico e privato garantirebbe non solo tempi di esecuzione più rapidi, tipici dell'interesse imprenditoriale, ma anche una manutenzione costante e una stabilità dei costi di gestione nel lungo periodo, trasformando gli istituti in hub di servizi integrati.
Le critiche sindacali al modello di gestione privata
La visione di una scuola aperta alla gestione privata per decenni ha sollevato l'immediata levata di scudi della Flc Cgil. La segretaria generale Gianna Fracassi ha definito "gravissime" le dichiarazioni del Ministro, sottolineando una divergenza ontologica sulla natura stessa del servizio scolastico. Secondo la sindacalista, equiparare la gestione degli istituti a quella di autostrade o parcheggi costituisce un errore di prospettiva rischioso per la tenuta democratica.
La preoccupazione principale del sindacato risiede nel rischio che il diritto all'istruzione, garantito dalla Costituzione, venga subordinato a logiche di profitto. L'idea che un soggetto privato possa gestire i servizi scolastici per vent'anni a fronte di un investimento iniziale viene letta dalla Cgil non come modernizzazione, bensì come un tentativo di scardinare le basi dello Stato sociale, trasformando la garanzia dell'uguaglianza in una mera opportunità di business per le imprese edili.