Intelligenza artificiale e scuola: per il CNDDU servono regole nazionali condivise

Intelligenza artificiale e valutazione scolastica richiedono linee guida nazionali per tutelare studenti, docenti e processo educativo.

A cura di Redazione Redazione
23 maggio 2026 19:00
Intelligenza artificiale e scuola: per il CNDDU servono regole nazionali condivise -
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L’intelligenza artificiale impone alla scuola una riflessione urgente, etica e condivisa su valutazione, responsabilità e tutela del percorso educativo.

Intelligenza artificiale e valutazione scolastica: l’urgenza di una cornice regolativa nazionale a tutela del processo educativo

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime particolare attenzione e interesse rispetto ai dati emersi dal report “Generazione AI: la nuova sfida della scuola”, realizzato dal think tank Tortuga in collaborazione con Yellow Tech, i cui risultati pongono questioni di rilevante interesse pedagogico, giuridico ed istituzionale, destinate a incidere in modo significativo sull’organizzazione dei processi educativi e sul sistema della valutazione scolastica.

Tra gli aspetti più significativi dell’indagine emerge il caso proposto a un campione di docenti relativo a due studenti ipotetici: Mario, autore di un elaborato qualitativamente superiore ma realizzato mediante il supporto di strumenti di intelligenza artificiale generativa, e Luigi, autore di un elaborato meno efficace ma elaborato autonomamente. La prevalenza delle risposte favorevoli all’attribuzione di una valutazione più elevata al secondo studente evidenzia un elemento che merita un’approfondita riflessione: il progressivo spostamento del dibattito educativo dalla mera qualità del prodotto finale verso la legittimità del processo che ha condotto alla sua realizzazione.

La questione non appare confinabile entro una lettura meramente tecnologica o metodologica, ma investe direttamente principi fondamentali che riguardano il significato stesso dell’atto educativo, il valore della responsabilità individuale, l’autenticità del percorso formativo e la funzione della scuola quale luogo privilegiato di costruzione della persona e della coscienza civica.

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più significative della contemporaneità e, come ogni innovazione destinata a modificare strutturalmente i modelli sociali e culturali, richiede un’attenta opera di interpretazione e di regolazione. Non appare condivisibile una prospettiva fondata esclusivamente su logiche di divieto o di sospetto generalizzato, così come risulterebbe improprio un approccio privo di limiti, criteri e responsabilità chiaramente definiti.

L’elemento maggiormente problematico non risiede nell’esistenza dello strumento tecnologico in sé, ma nelle modalità del suo utilizzo e nell’impatto che esso può produrre sui processi cognitivi, sulla capacità di elaborazione critica, sull’autonomia di giudizio e sulla formazione del pensiero.

Particolare attenzione merita inoltre il dato emerso dal report relativo alla percezione, da parte di una significativa quota di studenti, di una diminuzione della fiducia educativa successiva alla diffusione della GenAI. Tale circostanza appare meritevole di approfondimento poiché la relazione educativa costituisce un presupposto imprescindibile per la piena realizzazione del diritto all’istruzione e per l’effettività dell’azione formativa. Una scuola fondata sul sospetto permanente rischierebbe infatti di compromettere la funzione stessa dell’educazione quale processo di crescita, accompagnamento e costruzione dell’autonomia personale.

Sotto altro profilo, appare opportuno osservare con particolare attenzione quanto sta progressivamente maturando nel contesto europeo. Le recenti iniziative dell’Unione europea in materia di intelligenza artificiale hanno evidenziato la particolare sensibilità dei sistemi educativi rispetto all’utilizzo di strumenti algoritmici che possano incidere sui percorsi di apprendimento, sui processi valutativi e sulle opportunità formative degli studenti.

Numerosi Paesi europei stanno orientando le proprie politiche educative verso modelli fondati su una regolazione preventiva e responsabile dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella didattica, privilegiando percorsi di alfabetizzazione digitale, formazione del personale docente e definizione di criteri condivisi di utilizzo.

Alla luce di tali considerazioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che sia ormai maturata l’esigenza di avviare una riflessione istituzionale organica finalizzata alla predisposizione di una cornice regolativa nazionale relativa all’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle istituzioni scolastiche.

In tale prospettiva, si ritiene opportuno sottoporre all’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Professor Giuseppe Valditara, la possibilità di promuovere un percorso condiviso volto all’elaborazione di linee guida nazionali o di specifici indirizzi regolativi destinati alle istituzioni scolastiche, al fine di garantire uniformità interpretativa e certezza applicativa su questioni di crescente rilevanza educativa.

Un eventuale intervento potrebbe prevedere, in una prospettiva sistemica, l’individuazione di criteri relativi alle modalità di utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale nei percorsi didattici, alle forme di trasparenza circa il loro impiego negli elaborati scolastici, alla tutela dei dati personali degli studenti, ai parametri valutativi applicabili e ai percorsi di formazione destinati ai docenti.

Una tale iniziativa avrebbe il merito di prevenire situazioni di incertezza interpretativa e di difformità applicativa tra istituti scolastici, contribuendo a garantire condizioni di maggiore equità, trasparenza e tutela dei diritti dell’intera comunità scolastica.

La questione che oggi si pone non consiste nello stabilire se l’intelligenza artificiale entrerà stabilmente nella scuola: essa è già una realtà pienamente presente.

La vera sfida giuridica, educativa e culturale consiste nel definire entro quale quadro di responsabilità, garanzie e valori essa debba operare, affinché il progresso tecnologico continui a rimanere uno strumento al servizio della persona e della sua dignità.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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