La Spezia, studente ucciso a scuola, Matteo Salvini: 'In arrivo nuove norme stringenti'

Dopo la tragedia in aula il governo studia la stretta sui coltelli: confermata la linea della tolleranza zero contro la violenza giovanile.

17 gennaio 2026 11:00
La Spezia, studente ucciso a scuola, Matteo Salvini: 'In arrivo nuove norme stringenti' - Matteo Salvini
Matteo Salvini
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Un drammatico accoltellamento a scuola avvenuto a La Spezia è costato la vita a un giovane di 19 anni. La tragedia ha riaperto con urgenza il dibattito sulla sicurezza scolastica, spingendo l'esecutivo ad annunciare immediati interventi legislativi per contrastare il possesso di armi negli istituti.

La dinamica dell'aggressione nell'istituto spezzino

Quanto accaduto tra le mura scolastiche ha scosso profondamente l'opinione pubblica nazionale. Durante il normale orario di lezione, una lite è degenerata rapidamente in un episodio di sangue fatale: uno studente diciottenne di origini marocchine ha colpito con un fendente un compagno di classe diciannovenne, di origini egiziane. Nonostante i soccorsi, la giovane vittima è deceduta nella serata di ieri a causa delle gravi lesioni riportate. L'evento, consumatosi sotto lo sguardo attonito degli altri alunni, ha trasformato un luogo deputato all'educazione in una scena del crimine, sollevando interrogativi inquietanti sulle modalità di controllo e sulla prevenzione all'interno degli edifici scolastici di La Spezia e del resto del Paese.

Salvini: tolleranza zero e sicurezza scolastica

In seguito alla notizia del decesso, la reazione politica non si è fatta attendere. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso una ferma condanna per l'episodio, definendolo un fatto di inaudita gravità che richiede risposte immediate. Attraverso i suoi canali ufficiali, il leader della Lega ha ribadito un concetto fondamentale: le aule devono rimanere santuari per l'apprendimento, dove l'unico "equipaggiamento" consentito dovrebbe essere costituito da libri e materiale didattico, non da strumenti di offesa. Salvini ha esplicitamente evocato il principio della "tolleranza zero", anticipando che l'esecutivo è già operativo per inasprire le attuali disposizioni e garantire che episodi simili non possano ripetersi, blindando di fatto la sicurezza negli ambienti frequentati dai minori.

Il piano del Viminale contro le armi da taglio

Sulla stessa linea d'onda si è posizionato il Ministero dell'Interno, attraverso le parole del sottosegretario Wanda Ferro. L'esponente governativo ha evidenziato come l'aggressione sia sintomo di una preoccupante "cultura della violenza" che sembra essersi radicata in alcune frange della popolazione giovanile. Per contrastare questo fenomeno, il Viminale sta perfezionando un pacchetto normativo specifico. L'obiettivo è presentare al Parlamento misure che prevedano una maggiore severità, non solo per l'uso, ma anche per il semplice possesso ingiustificato di armi da taglio. Le nuove regole, definite di "buon senso", punteranno a introdurre sanzioni accessorie più rigide, strutturate per essere chiaramente comprese anche dai soggetti minorenni, fungendo così da deterrente efficace.

Il ruolo delle famiglie e l'appello politico

L'approccio del governo non si limita alla sola repressione penale, ma cerca di coinvolgere l'intero tessuto sociale. Wanda Ferro ha infatti sottolineato l'imprescindibile necessità di un'alleanza educativa che veda protagonisti non solo le istituzioni scolastiche, ma anche e soprattutto le famiglie, primo presidio contro la devianza giovanile. Affinché le nuove misure diventino legge in tempi brevi, è stato lanciato un appello alla collaborazione anche alle forze di opposizione. Le priorità indicate dal sottosegretario possono essere sintetizzate nei seguenti punti:

  • Approvazione rapida di norme ad hoc per il controllo delle armi bianche.

  • Introduzione di pene accessorie più severe per i responsabili di aggressioni.

  • Coinvolgimento attivo dei nuclei familiari nella prevenzione.

  • Piena cooperazione parlamentare per velocizzare l'iter legislativo.

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