Liceo Classico, ipotesi ritorno al Ginnasio: il disegno di legge in Parlamento

L'iniziativa di Fratelli d'Italia mira a ripristinare la storica denominazione per il primo biennio, puntando sul recupero dell'identità umanistica.

12 febbraio 2026 09:30
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Un nuovo disegno di legge punta a restituire ai primi due anni del Liceo Classico l'antica denominazione di Ginnasio. La proposta, assegnata alla Commissione Cultura, intende recuperare la tradizione pedagogica e il valore simbolico della formazione umanistica italiana.

Il disegno di legge per il ripristino del Ginnasio

I corridoi delle scuole superiori potrebbero tornare a risuonare di termini antichi ma familiari. Un disegno di legge, depositato lo scorso novembre e ora al vaglio della Commissione Cultura della Camera, propone formalmente di abbandonare la generica dicitura "primo biennio" per ripristinare la storica denominazione di Ginnasio. A farsi promotore dell'iniziativa è Alessandro Amorese, deputato di Fratelli d’Italia, il quale sostiene che l'attuale assetto burocratico abbia diluito la specificità di un percorso di studi unico nel suo genere.

Secondo la relazione introduttiva del testo, la cancellazione del termine — paradossalmente avvenuta sotto un precedente governo di centro-destra — ha finito per "appiattire un patrimonio identitario", togliendo forza a quella che non è solo una scansione temporale, ma una vera e propria dichiarazione di intenti pedagogici. L'obiettivo dichiarato è ristabilire una continuità ideale con la tradizione umanistica europea, dove il biennio iniziale rappresenta le fondamenta grammaticali e logiche necessarie per affrontare il triennio liceale successivo.

Dalla Riforma Gentile agli anni '60: l'evoluzione storica

Per comprendere la portata di questa proposta, bisogna guardare indietro, a quando la struttura scolastica italiana aveva una fisionomia ben diversa. Il termine Ginnasio non è un vezzo nostalgico, ma l'eredità diretta della Riforma Gentile del 1923. In quel sistema, il ginnasio durava cinque anni e si innestava subito dopo le elementari: ecco perché, ancora oggi, i puristi e i documenti non ufficiali parlano di "quarta e quinta ginnasio" per indicare i primi due anni delle superiori. Quelle classi erano, di fatto, la conclusione di un ciclo quinquennale iniziato molto prima.

La frattura avvenne prima con la Riforma Bottai del 1940, che istituì la scuola media unica triennale, e poi, in modo definitivo, nel 1969. Chi ha frequentato il classico prima di quella data ricorda bene che il passaggio tra il quinto anno di ginnasio e il primo di liceo non era automatico: bisognava superare un esame di ammissione rigoroso, spesso scoglio insormontabile per molti studenti. L'abolizione di quell'esame, avvenuta sull'onda delle contestazioni studentesche, segnò l'inizio di una progressiva uniformazione, mantenendo però la distinzione lessicale che oggi si vorrebbe ufficializzare di nuovo.

Il valore identitario del Liceo Classico e la selezione della classe dirigente

La questione sollevata dal ddl Amorese tocca un nervo scoperto che va oltre la semplice semantica. La distinzione tra ginnasio e liceo sottolineava un percorso a tappe: una fase di acquisizione degli strumenti (le lingue classiche, il metodo) e una fase di rielaborazione critica (il liceo vero e proprio). Nella relazione si legge che questa differenziazione aiuta a rafforzare il "senso di appartenenza". Tuttavia, è storicamente impreciso affermare, come fa il testo della proposta, che questa scuola abbia formato indistintamente "intere generazioni".

La realtà storica è più elitaria: il Liceo Classico, specialmente nella visione gentiliana, era progettato chirurgicamente per forgiare la classe dirigente. Non era una scuola per tutti, ma un percorso selettivo destinato a chi avrebbe dovuto occupare posizioni di vertice nell'amministrazione e nella cultura. Ripristinare il nome Ginnasio significa, simbolicamente, rievocare quel modello di eccellenza e rigore, in un'epoca in cui la scuola italiana cerca faticosamente di bilanciare inclusività e merito.

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