Maturità 2026: si diploma con la lode dopo mesi di tensioni con la dirigenza scolastica
Alla Maturità 2026 uno studente si diploma con il massimo dei voti dopo la protesta col nastro adesivo sulla bocca contro la scuola.
Alla Maturità 2026 un episodio ha fatto discutere: uno studente di un liceo classico ha ottenuto 100 e lode dopo mesi di tensioni con la dirigenza. La mattina dello scritto di italiano si era presentato davanti alla scuola con un pezzo di nastro adesivo sulla bocca, per protestare contro quella che definisce la scuola che mette il bavaglio. All'orale ha raccontato il suo percorso di militanza politica.
La protesta col nastro e il voto pieno
Il giovane ha scelto un gesto simbolico forte. Con un nastro adesivo applicato sulla bocca ha voluto denunciare, a suo dire, la mancanza di spazi di libera espressione dentro l'istituto. Alla commissione si è presentato indossando la maglietta del suo collettivo studentesco, trasformando il colloquio in un racconto del proprio impegno. Il percorso, dalle mobilitazioni per Gaza al movimento «Blocchiamo tutto», è diventato il cuore del suo esame. Nonostante anni difficili con la dirigenza scolastica, la valutazione finale è stata la più alta possibile: il massimo dei voti con la lode.
Il racconto all'orale della Maturità 2026
Alla Maturità 2026 la traccia chiedeva agli studenti di partire da una presentazione personale. Lui ha scelto di parlare della propria attività politica, comprese le manifestazioni per la Palestina. Ha difeso il valore dell'occupazione come strumento di partecipazione, spiegando che le sanzioni colpiscono studenti e insegnanti in modo concreto. Lo studio dei classici, ha raccontato, ha nutrito una passione nata già alle medie: «Una delle prime ragioni che mi hanno spinto a impegnarmi è stata l'osservazione delle criticità del quartiere in cui vivo».
Le sanzioni e la difesa con Isocrate
In seconda liceo lo studente era stato sospeso tre giorni per aver interrotto le lezioni. Il provvedimento fu poi cancellato dall'organo di garanzia interno alla scuola. Durante la sua difesa raccontò di aver citato il retore greco Isocrate, a conferma di come lo studio classico e l'impegno civile si intreccino nella sua esperienza. Tra le conseguenze più recenti dell'occupazione elenca anche la cancellazione della lezione finale del percorso di educazione sessuo-affettiva. Per lui, però, la militanza resta soprattutto un'occasione di crescita: chi vuole fare politica, sostiene, ha il dovere di informarsi con serietà.
Il futuro tra Lettere classiche e insegnamento
Durante il colloquio ha ricordato ai docenti i tre studenti morti in Italia durante gli stage dell'alternanza scuola-lavoro. Il suo tirocinio, ha spiegato, era diverso: è andato in una scuola elementare a spiegare l'Odissea ai bambini. Resta però critico verso un modello che considera troppo vicino a quello di un'azienda. Il prossimo anno studierà Lettere classiche e non esclude di dedicarsi all'insegnamento: «La scuola è molto importante per cambiare il mondo». La sua estate inizierà con un campeggio politico che riunisce circa mille studenti da tutta Italia.
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